Dopo l’appello all’unità di Sergio Chiamparino dei giorni scorsi e le manovre a livello nazionale per evitare la “balcanizzazione” del Partito Democratico in Piemonte, il senatore Mauro Maria Marino si appresta a presentare una proposta ai due concorrenti alle primarie di domenica scorsa.

Nonostante febbre alta ed influenza, Marino ha incontrato nel suo ufficio alcuni dei suoi sostenitori all’interno del partito. Una riunione iniziata alle 19.20 e terminata dopo alcune ore, in cui oltre a fare un analisi del risultato inferiore alle aspettative si è discusso del “che fare”.

Dagli interventi è emerso la necessità che il candidato che ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti, si assuma la responsabilità di sottoporre una proposta di gestione collegiale e unitaria a Paolo Furia e Monica Canalis, alleati per conquistare la segretaria regionale, per evitare una conta in assemblea che rischierebbe da una parte di spaccare ulteriormente il Pd piemontese, dall’altra di creare un precedente rispetto all’imminente congresso nazionale.

Infatti dalle parole dei giorni scorsi si profilerebbe un’asse tra il secondo e il terzo, che molti all’interno del partito preferirebbero scongiurare.

Da via Ormea, dove si è tenuta la riunione, hanno sottolineato la necessità che la proposta di Marino sia anticipata da una sintesi sui contenuti politici delle tre mozioni e non si limiti soltanto ad una questione di poltrone.

A cercare di saperne di più sulla proposta Marino risponde: «Prima la voglio presentare a Furia e Canalis e poi dopo la farò sapere agli organi d’informazione, a differenza di quanto è stato fatto fino ad oggi».

Poi aggiunge Marino: «Se passa il principio che il primo non ha nemmeno la possibilità di fare una proposta sarebbe un pericoloso precedente per il nazionale».

C’è da ipotizzare che i telefoni dei tre competitor domani, venerdì 21 dicembre, saranno molti caldi.