La notizia è che ad una settimana dalle primarie del Partito Democratico in Piemonte i tre contendenti, Mauro Maria Marino, Monica Canalis e Paolo Furia, si sono incontrati e hanno incominciato a ragionare tra di loro, lontano dai taccuini dei cronisti e dai condizionamenti delle reciproche tifoserie.

Nell’ufficio del senatore dem di via Ormea si sono presentati, come era stato annunciato, il secondo e la terza arrivati dopo lo spoglio dei voti di domenica scorsa, quando nessuno dei tre aveva raggiunto il 51%.

L’incontro, iniziato puntale alle 15, è durato due ore. Marino, in qualità di espressione della maggioranza relativa nell’assemblea eletta durante le primarie, ha proposto ai due una gestione in “solido” e collegiale del partito a livello regionale: un primus inter pares, due vice segretari operativi e la scelta in maniera condivisa del presidente dell’assemblea, super partes, e del tesoriere.

I toni del faccia a faccia sono stati in gran parte reciprocamente concilianti, con Furia e Canalis che hanno sottolineato che sentiti i loro delegati avevano una proposta diversa. Quella anticipata giorni fa: Furia segretario, vicesegretaria la Canalis e presidente Marino.

Il modello dell’asse Furia-Canalis prevede sostanzialmente una segretaria di minoranza, proporzionale, con un ruolo defilato per la compagine espressa dal senatore dem.

Un’ipotesi che, logicamente, Marino ha respinto, contemplando anche la possibilità di non entrare negli organi regionali del partito.

Fumata nera, dunque, si va alla conta. Nell’attesa che la serenità del Natale possa contagiare anche il Pd locale, non resta che attendere l’assemblea del 29 dicembre, che si terrà allo Sporting Dora di corso Umbria, per sapere come andrà a finire.