Caro direttore,

ieri la giornata mi si è aperta leggendo un articolo di Nuova Società che trattava di una brutta aggressione subita da un’atleta di colore avvenuta a Moncalieri. Nuova Società dava atto della circostanza che i Carabinieri ritenevano anche possibile non si trattasse di aggressione a sfondo razzista.

Per tutto il giorno, poi, ho letto post che inevitabilmente connotavano come razzisti tali aggressori. Il PD per primo ha fatto l’equazione: ragazza aggredita di colore, aggressori razzisti.

Sembrava quasi che il fatto fosse necessario a questo partito in agonia per farsi sentire, per alzare la testa.

Ma a Lei piace questo PD? A me, sinceramente, “nì”.

Mi pare il partito meno capace a riprendersi dalle sconfitte che mai abbia conosciuto, siano esse a livello territoriale, che nazionale.o

E dire che di iscritti preparati, combattivi e generosi (sì generosi e tanto, perché mettono a disposizione dei circoli, dei cittadini e del partito il loro poco tempo libero) il PD ne annovera a migliaia.

Nulla.

Troppi dirigenti di alto livello non sanno cosa “farsene”. Questi ultimi, bravi a prendere treni, motorini, biciclette, pullman… in campagna elettorale, per lo più poi spariscono.

E i loro sensi (orecchie, occhi, tatto) si atrofizzano con la loro capacità di metter semi o radici nei vari territori. Pochissimi, lungimiranti e capaci, fan da portavoce del proprio bacino elettorale; qualcuno si coltiva il proprio orticello, ma i più paiono fantasmi nella notte. Beh fantasmi … zanzare, perché alla prossima campagna sono di nuovo lì a punzecchiarci.

L’esistenza in vita del PD la certifichi dai social. Parola d’ordine: postare come se non ci fosse un domani (in effetti è anche probabile che il domani sia a rischio, ma per noi cittadini, non certo per loro altri).

Ecco, in verità in questa cosa sono eccellenti: postano e ripostano a piè sospinto tutta la loro indignazione su fb.

È tutta una politica fatta di post; peraltro tutti post contro. Di propositivo non leggi nulla o pochissimo.

Sono tutti lì, con le pistole puntate, in un mezzogiorno di fuoco cibernetico, ad aspettare che zacchete Salvini posti una provocazione ed ecco il GSSP (grande spirito social piddino) interviene con un monito contro i razzisti. Purtroppo la produzione di post di Salvini è direttamente proporzionale alla mancanza di provvedimenti licenziati da questo governo, per cui da leggere ne abbiamo a iosa!

Arriva il Ministro della Famiglia (beh della famiglia, di quella che piace a lui ) e giù post del GSSP che imbraccia il vessillo arcobaleno. Chiude quasi sempre la serata una lunga predica contro l’omofobia e contro il ristrettissimo vocabolario di Di Maio.

Ma perché?

Non è che non sia giusto combattere chi va contro i principi democratici del nostro Stato. È che viene fatto male.

Temo che i dirigenti PD si facciano dettare l’agenda dai loro concorrenti ed avversari. E cedono alle loro provocazioni.

L’ho scritto tutto il giorno ieri: l’Italia di oggi non è né più, né meno razzista di quella di ieri.

La scoprono oggi l’Italia? No.

E allora perché stanno al gioco di Salvini e danno fuoco alle polveri del caos e dell’instabilità rimanendo sempre e solo su questi temi?

Non è che lo fanno perché è più comodo e più facile che ragionare di lavoro, scuola, economia, commercio, Europa, ripresa, eguaglianza, tasse, equità sociale?

Prendo ad esempio (e ritorno sul) la questione dell’atleta aggredita da un lancio di uova violento e dannoso, cui va tutta la mia solidarietà. Una ragazza intelligente ed in gamba. Mi è piaciuta molto ascoltarla durante l’intervista. A leggere le cronache, si apprende che potrebbe anche non essere stata un’aggressione razzista. Questa circostanza buona parte del PD non l’ha proprio presa in esame. Soffiare sul fuoco per interessi politici è grave e mina il fondamento di chi le lotta contro il razzismo le fa da sempre e con serietà.

È proprio necessario, con tutte le notizie di aggressioni per odio razzista, forzare la mano?

Ed è giusto?

Perché se fosse stata un’aggressione contro le prostitute in genere (come pare possa anche essere, trattandosi di fatto ripetuto in zona frequentata da costoro) fa meno male? E’ un fatto meno violento o è solo una notizia che è meno opportuno cavalcare?

Abbiamo Di Maio Ministro del Lavoro e il Pd non riesce a portare il discorso sul tema. IL PD. Il Partito che in seno dovrebbe avere anche qualche gene del vecchio partito dei lavoratori.

Il razzismo e il fascismo non lo si combattono né coi post, ne’ con piccole manifestazioni sotto le prefetture per pochi eletti.

Li si combatte incominciando a lavorare seriamente sul tema del lavoro, dell’assistenza e della salute (parliamo dei voucher delle badanti e delle colf e delle altre forme assistenziali che torneranno in nero? Della mancata assistenza a chi ha in famiglia un malato di Alzheimer?), sul tema della cultura (amatela la cultura, avvicinatevi ad essa, non lasciate che muoia per asfissia), del territorio (tutela e valorizzazione soprattutto turistica), dei trasporti (TAV e non zucche trasformate in cocchio), sul tema del commercio (il commercio di prossimità, prezioso). E poi … si parli di impresa, di Europa, di tasse, di equità sociale. Di scuola, primo vessillo contro l’omofobia e il razzismo.

Ogni volta che Salvini si fa un selfie, il PD dovrebbe rispondere con un post illustrando un tema che interessa l’Italia.

Solo il lavoro concreto per la soluzione dei problemi del Paese sarà la rivincita del PD.

Ecco, caro direttore (facente funzione di analista personale), io questo penso. Io questo “sento”.

Adesso, parliamo di Milan.

Maria Cristina Mentigazzi

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Cara Maria Cristina, 

volevo ringraziarti per questa tua lettera che ha dato modo al nostro giornale di aprire uno spazio per i lettori dove poter scriverci e commentare cosa succede intorno a noi. 

Se mi chiedi di parlare di Pd o di Milan ti dico subito che opto per la seconda visto la mia per niente nascosta fede calcistica, ma da cronista posso aggiungere che come figure le vedo simili: sia Pd che Milan sono accumunati da una voglia di riscatto, di rinascita. Il tempo dirà quando questi si concretizzeranno. 

Parlando invece di social penso che ormai abbiano sostituito la piazza: ovvero è più facile dibattere e incontrarsi su Facebook piuttosto che organizzare manifestazioni. Eppure quando negli ultimi mesi il Pd ha organizzato qualcosa a Torino devo dire che non è stato un fallimento. Certo non ci sono le masse come quando c’era il Pci però già scendere nuovamente per le strade ha un significato importante visto che spesso si è preferito optare per i salotti. 

E ora parliamo pure di Milan…

Andrea Doi