A mettere fine alle polemiche ci pensa il diretto interessato, Mimmo Lucà, che, dopo la conferenza stampa in cui aveva dato le dimissioni dal Partito Democratico non era più intervenuto sulla vicenda. Al contrario il consigliere regionale dei Dem Luca Cassiani, subentrato dopo le elezioni del 4 marzo in quanto primo escluso, aveva sollevato un polverone. Polemiche partite da lui e dall’ex senatore Stefano Esposito, che hanno attaccato la segreteria metropolitana del Pd e il segretario Mimmo Carretta, colpevole, secondo i due, di aver lasciato Lucà solo contro le allusioni del procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo.

Una polemica che si è ingrossata giorno dopo giorno sui profili social, con anche, da parte di Cassiani, minacce appena accennate di uscire dal partito. Ma ora a tutto questo, come detto, è lo stesso Lucà a mettere freno, pur non condividendo la posizione di chi ha fatto polemica. Con un post e proprio sotto all’ennesimo attacco che Cassiani porta alla segreteria torinese del Pd.

Scrive Mimmo Lucà: «Posso sommessamente invitarvi ad interrompere questa incredibile polemica utilizzando la mia conferenza stampa e le vicende che ho voluto porre all’attenzione pubblica senza immaginare di volgerle contro, o, peggio, a danno di qualcuno del Pd? Si tratta di vicende delicate e terribilmente importanti, che mi hanno “rovinato” la vita in questi sette anni e che mi hanno indotto a compiere una scelta dolorosa e impegnativa, un vero e proprio strappo».

Continua Lucà: «L’ho fatto per il rispetto che porto verso il Pd, che ho contribuito a fondare, e verso tutta quanta la comunità che si riconosce in quel simbolo e che desidero sia assicurata rispetto ad una presenza (la mia, per altri non tocca a me rispondere) che potrebbe diventare un problema (“ala deviata in contatto con la ‘ndrangheta”)».

«Per favore non interpretate quella decisione come una reazione di supponenza o di lesa maestà ovvero di risentimento nei confronti della segreteria del partito. Se leggerete la mia dichiarazione di apertura della conferenza stampa non troverete alcun riferimento polemico nei confronti di nessuno, tanto meno del Pd o dei magistrati. Litigate pure, se volete, ma, per favore, non fatelo attribuendomi responsabilità che non ho e posizioni che non ho assunto. Vi sarei grato», conclude Lucà.

Come dire: nessuna polemica sulla sua pelle e in suo nome, visto che non la pensa così.