A due giorni dalla manifestazione in piazza Castello, che ha visto decine di migliaia di torinesi manifestare a sostegno del Tav, il Partito Democratico prova a varcare la “porta aperta” dalla sindaca Chiara Appendino, già da sabato pomeriggio al termine dell’iniziativa, nei confronti degli organizzatori e delle loro istanze.

Lo fa per il tramite del segretario provinciale Mimmo Carretta e del capogruppo in Consiglio Comunale Stefano Lo Russo a margine di una conferenza stampa organizzata insieme ai loro omologhi di Genova, Milano e Aosta convocata per ribadire l’importanza delle grandi opere per tutto il Nord Ovest.

«Se Appendino fa un atto di coraggio e si dichiara a favore della Tav siamo pronti a darle il nostro sostegno su questo punto» hanno detto i due esponenti torinesi del Partito Democratico, presentando un ordine del giorno che riprende testualmente il documento consegnato dalle “sette madamine”, le sette donne che hanno materialmente convocato ed organizzato la manifestazione di sabato, al Prefetto di Torino perché venga trasmesso al Governo e al Presidente della Repubblica. «Finora abbiamo assistito ad operazioni da social. Le persone sono stufe di ambiguità. È ora di parole e di atti chiari. Noi, come già detto in passato, siamo pronti a fare la nostra parte».

La conferenza stampa è stata l’occasione per fare il punto alla luce delle parole d’ordine scandite in piazza Castello dai cittadini. «La gente è preoccupata dal fatto che le politiche amministrative siano ormai dettate non dall’interesse di tutti ma esclusivamente dalla volontà di una parte che non è maggioranza nella città – ha affermato in apertura il segretario Carretta – quella di sabato è un’opportunità a cui non vogliamo rinunciare e per questo siamo qui ad offrire il nostro contributo. Diventa complicato rimettere le lancette dell’orologio indietro, ma se Appendino decidesse di scaricare i suoi sul tema Tav noi siamo pronti a fare la nostra parte». «Tutto ciò che sta accadendo succede a corollario di quanto contenuto nel contratto di governo giallo-verde. Non dimentichiamo che in Piemonte Lega e Forza Italia hanno sostenuto la candidatura di Appendino, accettando cosi di svendere pezzi di territorio importanti allo sviluppo e alla crescita del Piemonte».

In particolare il documento depositato oggi è, per il capogruppo Lo Russo «molto semplice. Appendino è isolata a livello nazionale e nel suo gruppo consiliare. Con questo documento noi vogliamo fare in modo che la Sindaca possa dare concretezza a quanto ha affermato in questi giorni, accogliere le istanze della piazza di sabato e ricucire la frattura con la città causata dal voto di due settimane fa».

Erano presenti anche il consigliere regionale del Partito Democratico Gabriele Molinari, primo firmatario dell’odg votato a Palazzo Lascaris a sostegno della Tav, e la presidente della Commissione Trasporti del Consiglio Regionale Nadia Conticelli, insieme ai colleghi Andrea Appiano e Raffaele Gallo «per ribadire che questo tema non riguarda solo Torino e che, al di là del merito, bisogna superare l’idea culturale della difesa esclusiva del cortile di casa».

Pietro Bussolati, segretario provinciale del Pd milanese e consigliere regionale lombardo, Sara Timpano, segretaria regionale della Val d’Aosta, Alberto Pandolfo, segretario provinciale di Genova e Giovanni Lonardon, capogruppo del Pd sotto la Lanterna,  hanno voluto testimoniare un percorso iniziato già a settembre alla Festa dell’Unità in corso Grosseto che vede i democratici del Nord Ovest impegnati collegialmente, in un’ottica di Pd sempre più federale, che li vede tutti impegnati a rivendicare la realizzazione delle grandi opere che possano rendere competitivo quello che un tempo era indicato come il Triangolo industriale del Paese. La manifestazione di sabato è stata per loro il segno di un risveglio civico e, in particolare per i genovesi presenti ance con uno striscione “Sì Tav, Sì Gronda” una boccata d’ossigeno e la possibilità di ribadire che quello per Genova «è un decreto vergogna. Le misure previste sono completamente inadeguate. Con ci sono risposte alle domande di chi farà il ponte e in quali tempi. Parlano alla pancia degli italiani ma colpiscono il cuore dei genovesi».

 

Ha collaborato Susanna De Palma