I parlamentari piemontesi del Partito Democratico non nascondono il loro disappunto per il fallimento della candidatura olimpica di Torino, della quale attribuiscono le colpe sia alla gestione della vicenda da parte della sindaca Chiara Appendino sia al governo giallo-verde.

«Il Governo del cambiamento taglia i fondi alle periferie, 40 milioni di investimenti persi per Torino, e spiega che per loro la vicenda Olimpiadi 2026 è chiusa. Appendino questa volta deve proprio battere un colpo» chiosa il senatore Mauro Maria Marino che aggiunge: «L’ipotesi Milano-Cortina è il danno dopo la beffa. La città non merita questo oltraggio e questo triste declino. Vergogna a Cinque Stelle».

Anche per il senatore Mauro Laus la mancata candidatura fa si che «quella che poteva essere un’occasione vincente di rilancio culturale, sportivo e turistico per il Piemonte si è trasformata, per l’ennesima volta, in delusione e fallimento».

Secondo Laus la bocciatura alla candidatura torinese è un segno delle difficoltà di un governo dalla doppia anima e «deve necessariamente pesare sulla coscienza di un governo giallo-verde che non ha esitato, anche sull’argomento Giochi Olimpici, a mostrarsi, diviso, incapace, irresponsabile e schizofrenico. Una responsabilità politica di cui saranno chiamate a rispondere entrambe le componenti del governo: la Lega spudoratamente piegata ai Cinque stelle in cambio di chissà quale altra partita e completamente disineteressata a prendere posizione su un evento così impattante per il nostro paese, e i Pentasetllati, come sempre del tutto privi di prospettiva e capacità decisionale».

Per Davide Gariglio: «Dopo le trionfali Olimpiadi del 2006, Torino riceve uno schiaffo che fa male alla Città, ai torinesi e a tutto il Piemonte e che proietta all’esterno l’immagine di una città perdente. La Sindaca Appendino paga la sua incapacità politica e la debolezza dei ministri Cinquestelle; aveva scritto a Roma rifiutando di collaborare con le altre città e, così facendo, ha dato l’opportunità a Milano e Cortina di procedere unite, addossando a Torino la responsabilità di essersi messa fuori da sola: oltre il danno, la beffa».

E poi l’attacco al governo: «Questa vicenda – conclude Gariglio – testimonia anche come per la Lega conti solo il Lombardo Veneto; il Piemonte non è una terra che a loro sta a cuore! Infatti, questo Governo isola ogni giorno di più il Piemonte: blocca la TAV, blocca il Terzo valico, blocca l’Asti-Cuneo, toglie i fondi alle periferie e, ora, toglie le Olimpiadi. Ci vogliono ridurre a fanalino di coda delle regioni del nord. Come gruppo parlamentare reagiremo, insieme alla Giunta regionale, per evitare che il Piemonte venga distrutto dalla tenaglia Lega-Cinquestelle».