L’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, tenutasi la scorsa domenica 17 marzo a Roma, si è aperta con la proclamazione di Nicola Zingaretti a Segretario nazionale del PD, è proseguita con una votazione a maggioranza del Presidente Paolo Gentiloni, il quale ha indicato come membri dell’ufficio di Presidenza Anna Ascani e Debora Serracchiani, e si è conclusa con l’Elezione della Direzione Nazionale. Tra i piemontesi eletti in Direzione Nazionale, Raffaele Gallo, consigliere regionale.

Consigliere Gallo, qual è stato il primo pensiero all’uscita dall’assemblea nazionale?

Che la giornata di domenica ha certificato che il Partito Democratico è vivo e vegeto e si è rimesso in moto. Il congresso ci ha aiutato a ripartire e a tornare ad essere interlocutore e soggetto politico a cui guardare con attenzione per una vera alternativa, credibile, al governo attuale. Domenica ho visto entusiasmo e unità di intenti, un partito che ha ripreso la sua corsa e ha voglia di parlare con le persone, dialogare e proporre le sue ricette al Paese.

Lei era tra i sostenitori della mozione Zingaretti, una mozione che contiene diversi spunti per ripartire. Quali sono secondo lei i passaggi da tenere bene a mente?

Credo che la sintesi della proposta politica di Zingaretti stia in poche righe all’interno della sua mozione che però dicono tanto: “ Nel corso degli anni passati abbiamo più volte governato noi. Abbiamo ottenuto grandi risultati e tenuto le redini del paese meglio degli altri. Tuttavia abbiamo commesso anche molti errori.” Zingaretti è ripartito dai temi che sono mancati negli anni passati, o che sono stati affrontati troppo in ritardo, in particolare la protezione sociale, senza rinnegare tutto il passato ma sapendo cogliere i nostri elementi di debolezza e da li ripartire con una nuova proposta politica.

Ci spieghi meglio, da cosa occorre ripartire in concreto?

Negli anni passati abbiamo intrapreso delle importanti politiche industriali che oggi non vengono assolutamente rinnegate, anzi, ma che producono effetti nel medio lungo periodo per creare posti di lavoro, ma non sono riuscite a rispondere ai bisogni di oggi delle persone e al dramma sociale che è cresciuto negli anni minando le certezze sulle quali si è costruita la nostra società. Bisogna dunque ripartire dalla protezione sociale e dalle persone per costruire una alternativa credibile ed essere pronti a intercettare i tanti delusi dalle politiche del governo che inevitabilmente si manifesteranno.

Una bella soddisfazione la sua elezione in direzione, come l’ha vissuta?

Sono contento di far parte della Direzione Nazionale e di poter contribuire con le mie idee al rilancio del PD. Per me una nuova esperienza che mi arricchisce e che vivo con entusiasmo, curiosità e responsabilità, aspetti che metterò a servizio anche del Partito Democratico.

In Piemonte tanti consiglieri sembrano essere in campagna elettorale per le regionali già da tempo, che clima si respira?

Sul Piemonte penso che la campagna elettorale debba ancora iniziare in realtà e che i voti si conteranno dopo, inutile ogni corsa e ogni frenesia. Noi ci proponiamo agli elettori forti della nostra credibilità e delle nostre idee. Nei prossimi mesi ci sarà modo di confrontarsi sui programmi e sulle idee e poi gli elettori decideranno.