Antonio Ferrentino, consigliere regionale valsusino, rinuncia a candidarsi per le prossime regionali del 26 maggio nelle liste Pd.

Dopo aver dato, alcune settimane fa, la sua disponibilità al Partito Democratico di Torino, Ferrentino ci ripensa e con una lettera si toglie dalla corsa. E non senza polemiche.

Infatti accusa il partito di averlo abbandonato: «In questi anni molte volte mi sono sentito terribilmente solo a sostenere sul territorio l’importanza strategica del collegamento Torino-Lione», sostiene Ferrentino, nella missiva ai vertici del partito.

«Si arriva addirittura, come iscritti al Pd, a sedersi attorno ad un tavolo con elementi di spicco di Askatasuna – sostiene – per una possibile lista amministrativa in un importante comune della Valle di Susa senza che nessuno muova un dito».

Ferrentino comunque assicura che costituirà due comitati elettorali per il presidente Sergio Chiamparino, uno in Valsusa e uno a Torino e porterà avanti la campagna per il centrosinistra.

Per quanto riguarda il riferimento al centro sociale torinese, a testa del Movimento No Tav, è dovuto dal fatto che a Bussoleno, starebbe nascendo una lista che vedrebbe, secondo voci, tra i candidati un militante dell’Askatasuna nonché uno tra i più accesi oppositori alla Torino-Lione.

Ma potrebbe essere questo il reale motivo che ha portato Ferrentino a cambiare idea in poche settimane? Oppure si tratta di una strategia per far rientrare, nonostante il voto contrario dell’assemblea, nelle liste Dem, per la quarta volta Nino Boeti e Gianna Pentenero, ai quali è stata bocciata la richiesta di una deroga due giorni fa?

In sostanza continuano le battaglie all’interno del Pd piemontese tra le differenti correnti e l’unità tanto sbandierata sembra sempre più una chimera.