La direzione del Partito Democratico di Torino di oggi è stata anticipata da una riunione di coalizione del centrosinistra. Qui è emersa la disponibilità di tutte le parti di lavorare per la creazione di un laboratorio del centrosinistra che parta dall’area metropolitana torinese e che lasci alle spalle personalismi e cicatrici che hanno caratterizzato questo schieramento fino ad oggi.

Spiega Mimmo Carretta, segretario metropolitano del Pd torinese, prima del suo intervento in direzione: «Qui oggi chiediamo il congresso. Mi piacerebbe che la direzione si esprima su questo e sull’esigenza di farlo quanto prima. L’assemblea ha già recepito un documento che indicava il 26 ottobre entro cui farlo: fissiamo paletti programmatici che ci devono portare da qui in avanti e tutto sarà consequenziale».

Per quanto riguarda le candidature per le prossime regionali in Piemonte Carretta parla di una grande offerta da «Sergio Chiamparino di accompagnarci, senza candidarsi»mentre all’interno del partito «c’è una parte che continua a chiedere di restare».

Su questo aspetto Carretta è chiaro: «Occorre tagliare il cordone ombelicale . Ci va coraggio e responsabilità alla guida di un partito. È una sindrome quella della paura di abbandonare il nido paterno ma quando anche il padre ti invita a seguire il tuo percorso bisogna farlo senza esitazione». E questa sindrome, secondo il segretario Pd ha un nome: «Viviamo la sindrome dei bamboccioni, figlia di chi non vuole prendersi la responsabilità di non voler tagliare un legame».

«Come detto – continua Carretta – abbiamo una grande opportunità: Chiamparino si è proposto per affiancare il partito nelle battaglie più complicate e la risposta non può essere con Chiamparino si vince. Certamente con Chiamparino si deve lavorare a delle proposte per vincere, su questo non ci sono dubbi. Però ci dobbiamo fare carico delle nostre responsabilità o altrimenti saremo destinati a diventare ectoplasmi. Il pantano in cui siamo non fa bene a nessuno ed è per questo che vogliamo creare un interlocutore forte».

Da qui la possibilità di creare un laboratorio. «In questo quadro si inserisce l’idea di creare una grande coalizione del Nord-Ovest. Siamo in contatto con i segretari provinciali di Milano Genova e Aosta»

«Il primo appuntamento è previsto il 2 settembre alla Festa de L’Unità. Vogliamo lavorare ad un Coordinamento territoriale più ampio dove politiche come Tav, Olimpiadi e lavoro abbiano respiro più vasto anche in vista delle elezioni europee».

Carretta conclude ricordando che «vengo dal partito ma quando le liturgie diventano il punto finale dell’azione politica non ha alcun senso» e ripete: «Dobbiamo osare, osare per un ricambio generazionale mettendo da parte il cordone ombelicale per non restare dentro la palude».