Mimmo Carretta, segretario provinciale del Partito Democratico e consigliere comunale di Torino, ha deciso di non candidarsi alle prossime elezioni regionali, spazzando così via le molte voci che lo davano come tra i sicuri aspiranti a un posto a Palazzo Lascaris.

“Una scelta personale che personale non è”. E’ questo il titolo della lettera aperta con cui Carretta spiega le ragioni della sua scelta. “Oggi, come non mai, serve mettere in campo competenza e passione. – spiega Carretta –  Serve riaprire quel cassetto che sembra chiuso, ma che custodisce sogni che hanno ancora bisogno di noi per essere realizzati.  Servono quei valori che ognuno, in qualche momento della sua vita, ha provato sentendosi parte di una squadra. Serve un obiettivo preciso, misurabile, ambizioso, sfidante.
Servono avversari difficili contro cui giocare, perché saranno proprio loro a costringerci a dare il nostro meglio.
Serve la consapevolezza della fatica che sarà necessaria per riuscire. Serve scegliere. E in politica, specie se si ricoprono determinati incarichi, le scelte non sono mai personali. Ogni decisione, nel bene e nel male, ha la pretesa di coinvolgere o comunque interessare la comunità che si rappresenta. Parlo di qualsiasi scelta, anche della più banale. Va calibrata, pensata e condivisa, specie in una stagione delicata come quella che stiamo vivendo. Le prossime scadenze elettorali amministrative, regionali, europee, ci spingono verso scelte fondamentali. E ci impongono di tirar fuori da quel cassetto sia i sogni che la ricetta giusta per tornare in sintonia con la società attraverso proposte in grado di ridare alle persone fiducia nel futuro. Scelte, appunto, che riguardano tutti.
Scelte che si portano dietro altre scelte, come quella di definire la squadra migliore da mettere in campo. Servono, lì in mezzo al campo, poche parole e buoni esempi.
“Servono esempi di onestà, di coerenza e di altruismo” come tanti anni fa ricordava a tutti gli italiani, parlando ai giovani, il Presidente Sandro Pertini. Molti di quei bambini e giovani di allora oggi siamo noi, chiamati, da quelle parole, ad essere esemplari”.

Per Carretta l’obiettivo principale è rilanciare il ruolo del Partito Democratico piuttosto che lasciarsi tentare dalle sirene di un successo solo personale: “Oggi siamo uomini e donne uniti da un obiettivo comune e da una squadra pronta a rilanciare l’azione del partito, in grado di sprigionare energie utili a contrastare la deriva nichilista che ci sta investendo. Per farlo c’è bisogno di pochi ma fondamentali ingredienti: esperienza, freschezza, lungimiranza e quel briciolo di ambizione che è come il sale per insaporire, bisogna usarne quanto basta. Ecco perché l’ambizione va dosata: ci vuole equilibrio, se scappa la mano si rischia di rovinare tutto. Ecco perché non c’è niente di più pericoloso di una sfrenata ambizione personale”.
Di certo io sono un ambizioso – prosegue Carretta – Anche grazie all’ambizione ho raggiunto importanti traguardi, ma negli anni ho cercato sempre di dosare le mie aspettative personali in relazione alle capacità e al contesto. Questo non vuol dire che ho rivisto al ribasso le mie aspirazioni, anzi. Ho solo cercato di calibrarle in un quadro più ampio. E oggi ho una ambizione, se vogliamo più grande di tante altre coltivate nel passato: mettermi al servizio del partito per rilanciarne l’azione politica, lavorare per la squadra, perché sia davvero competitiva e per il programma, perché sia davvero credibile. Voglio schierarmi in prima linea per respingere gli attacchi nelle città al voto, in Regione e in Europa. Ma soprattutto voglio lavorare per riprenderci la città, quando sarà.  E voglio farlo insieme ai tanti che credono ancora nel nostro progetto.
“Tanta roba”, si direbbe con il linguaggio dei social”.

Insomma, il segretario e consigliere torinese resta al suo posto dal quale guarda al futuro consapevole che le sfide sono tante e importanti, ma desideroso di vincerle:  “Queste sono le ambizioni: “tanta roba”, ma quanto basta e io ho deciso di dedicarmici nel pieno rispetto del ruolo di regia che spetta al Segretario provinciale del Pd e che insegna a ragionare al plurale. Certe volte ci si interroga, quando si fanno scelte, su quale sia il prezzo che siamo disposti a pagare. Ci sono scelte che costano e che non tutti comprendono. Ma io voglio pensare al plurale, cosa che non è scontata da comprendere. Non importa, non faccio scelte per essere compreso, ma per mettere la mia persona a disposizione di tutti. Per tutte queste ragioni non mi candiderò nelle liste del Partito Democratico in Regione e resterò al mio posto, alla guida della squadra che difenderà con i denti la Regione, le città al voto, l’Europa. Una squadra che si riprenderà Torino”.