Luca Pasquaretta, portavoce della sindaca di Torino Chiara Appendino è indagato per peculato. Il capoufficio stampa è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in peculato, insieme all’allora vice presidente della Fondazione del Salone del Libro Mario Montalcini.

L’avviso di garanzia, che Pasquaretta sostiene di non aver ancora ricevuto, è firmato dal pubblico ministero Gianfranco Colace che coordina le indagini relative alla consulenza dell’indagato per l’edizione 2017 del Salone.

Per quella collaborazione Pasquaretta ricevette un compenso di cinque mila euro.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri che nei giorni scorsi hanno acquisito nuovi documenti e i video della seduta in Consiglio Comunale in cui la sindaca rispose ad un’interpellanza del Partito Democratico.

Anche il capogruppo Pd Stefano Lo Russo è stato ascoltato dei militari in quanto persona informata dei fatti.

Ed è proprio Lo Russo il primo a commentare quanto trapelato dalla Procura di Torino:«Prendiamo atto della notizia dell’avviso di garanzia per peculato del portavoce della sindaca #Appendino Luca Pasquaretta inerente la consulenza al Salone del Libro del 2017 – dice Lo Russo – A prescindere dai futuri sviluppi penali abbiamo sempre ritenuto politicamente inopportuna la prosecuzione del ruolo di Pasquaretta al Comune di Torino dopo che era emersa tutta questa vicenda».

Pasquaretta aveva recepito il denaro, poi successivamente restituito dopo che si era aperto il caso, per 80 ore di lavoro da svolgere in quindici giorni. Nello stesso periodo però avrebbe timbrato il cartellino delle presenze in Comune per circa 160 ore. In alcuni giorni sarebbero segnate 13 ore. Infatti l’incarico al Salone non era comunque incompatibile con il suo lavoro a fianco alla sindaca, ma da capire quando veniva svolto.