Una passione condivisa da otto anni. Un’idea in comune, quella di migliorare la qualità della vita attraverso la musica e l’arte. Una missione: diffondere rarità in un contesto già ricco di cultura. Come ci spiega il maestro Federico Bisio, mentre ci racconta come nasce l’orchestra da Camera “Giovanni Battista Polledro”.

Un’avventura che è arrivata all’ottava stagione, presentata in questi giorni a Torino. L’appuntamento è per il 2 ottobre al Conservatorio Giuseppe Verdi di piazza Bodoni a Torino.

Perché fondare un’orchestra in una città che ne ha già tante?

L’idea nasce nel 2012 dalla volontà di un gruppo di torinesi, under 40, appassionati di musica. I desideri condivisi dall’orchestra sono principalmente due, offrire a giovani professionisti un’occasione lavorativa in più e fornire una ricerca musicale che possa presentare una serie di musica dimenticata e brani poco presentati nelle altre realtà a Torino.

In quali spazi avrà luogo l’ottava stagione?

L’orchestra verrà interamente accolta al Conservatorio Giuseppe Verdi, tranne che per un evento eccezionale. Il 20 novembre, infatti, la Polledro si sposterà al Castello Reale di Moncalieri nell’ambito del 170° anniversario del Proclama della città.

Nel 2020 ricorreranno i 250 anni dalla nascita di Beethoven, in quale modo l’Orchestra Polledro celebrerà questo evento?

In occasione di questo anniversario molto importante ci siamo domandati in quale misura si potesse arricchire questo avvenimento. Sicuramente tantissime altre realtà suoneranno brani di Ludwing Van Beethoven, ma la nostra sarà una stagione coraggiosa. Abbiamo deciso, infatti, di non eseguire nulla del catalogo di Beethoven. Lo celebreremo in modo differnte. Il genio di Beethoven fungerà da legante all’interno della nostra stagione, ritroveremo le sue tracce dai brani dei suoi discepoli fino a quelli ad un secolo dalla sua morte. La stagione 2019/2020 si intitolerà, infatti, “A complemento del genio”.

Qual è il programma della stagione?

I concerti saranno cinque. L’inaugurazione del 2 ottobre prevede l’Ouverture dell’opera “Lodoiska”di Cherubini, il cui tema condizionò il “Fidelio” beethoveniano, il “Concerto” di Carl Philipp Emanuel Bach con solista al flauto Sebastian Jacit e la “Sinfonia n. 1 op. 20” di Luis Spohr. Per quanto riguarda l’evento del 20 novembre nel Catello Reale di Moncalieri verranno presentati George Enescu e Antonin Dvorak. Si tornerà poi al Conservatorio il 10 marzo con due concerti solistici, con Francesca Gelfi al corno di bassetto e quello di Carlo Romano all’oboe. Il 7 aprile la serata sarà dedicata agli archi con una sinfonia giovanile di Mendelssohn, il “Concertino H. 232” di Bohuslav Martinu interpretato dal Trio Debussy e una sinfonia di Paul Wranitzky. Si concluderà il 19 maggio con la prima esecuzione moderna della “Sinfonia” di Polledro, seguita da una pagina Hummel con Piergiorgio Rosso al violino e Antonio Valentino al pianoforte della “Sinfonia” di Ferdinand Ries.