Slogan che inneggiano al fascismo, saluti romani e uno striscione “Onore a Benito Mussolini”. Blitz firmato Irriducibili Lazio a pochi metri da piazzale Loreto, a Milano, dove i corpi di Benito Mussolini e Clara Petacci il 29 aprile 1945 vennero esposti in quella che Ferruccio Parri, partigiano e  vice comandante del Comitato di liberazione definì una “Macelleria Messicana”.

Accade che alla vigilia del 25 aprile gli ultras della Lazio arrivati a Milano per il ritorno della semifinale di Coppa Italia, che si giocherà questa sera contro il Milan a San Siro, decidano di “onorare” il duce srotolando uno striscione in corso Buenos Aires, all’ora di pranzo.

Nessun dubbio che siano loro gli autori del gesto, visto che è tutto firmato IRR, sigla degli Irriducibili, gruppo portante della Curva Nord della Lazio, da sempre vicino all’estrema destra.

“Se c’è scritto Irr allora sono gli Irriducibili, gli ultras della Lazio. Non c’è nulla di organizzato, il tifo della Lazio è così, una cosa spontanea. Sono orgoglioso di questo”. A dirlo è Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, capo degli ultras della Lazio, contattato dall’Adnkronos.

È “manifestazione fascista”, prevista dall’articolo 5 della Legge Scelba del 1952, l’ipotesi di reato per la quale potrebbero essere denunciati ed indagati gli ultrà della Lazio. Prima di iscrivere formalmente il fascicolo, comunque, la Procura milanese dovrà ricevere un’informativa dalla Digos che è al lavoro per identificare gli ultrà.

Si tratta di procedure di identificazione, finalizzate alla denuncia alla magistratura, degli ultras della Lazio. A quanto si apprende da fonti giudiziarie, la Digos di Milano, in collaborazione con quella di Roma e sotto il coordinamento del pubblico ministero Alberto Nobili, sta cercando di dare un’identità al gruppo di tifosi biancocelesti in trasferta.

Intanto l’Anpi di Milano, per bocca del presidente Roberto Cenati chiede d’intervenire: «È insopportabile che avvengano simili provocazioni alla vigilia del 25 Aprile. Chiediamo alle autorità di individuare i responsabili».

«È una cosa allucinante – continua Roberto Cenati – Una nostra iscritta ci ha avvisato delle striscione portato da una settantina di persone che hanno intonato canti e slogan fascisti e hanno fatto saluti romani».

«Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista – scrive sulla sua pagina Facebook il sindaco della città, Giuseppe Sala Anche cercando di non drammatizzare, non si può non capire che si stanno superando certi limiti – ha concluso – E che la denuncia di tutto ciò spetta soprattutto alla politica. A tutta la politica però».

«È un autentico sfregio a Milano, Città medaglia d’oro della Resistenza – commenta l’ex sindaco Giuliano Pisapia.

«Domani – ha aggiunto Pisapia, ora capolista del Pd alle europee – la città, in occasione della manifestazione in ricordo del 25 aprile, cancellerà questa inquietante e vergognosa provocazione neofascista. I valori della resistenza sono le radici su cui si è costruita la nostra Repubblica».

«Lo spettacolo che ci hanno “regalato” gli ultras della Lazio è aberrante e non tollerabile. Milano, medaglia d’oro alla Resistenza, non si merita nulla di tutto ciò – dice  consigliera comunale dei Cinque stelle Patrizia BedoriÈ uno sfregio che i milanesi e tutti coloro che hanno dato la propria vita per la democrazia non meritano – ha aggiunto -. Un video che fa venire i brividi e che speravamo di non dover mai guardare».

Foto da Facebook

Il video da Tweet di Sean Pelucchi (clicca qui)