Le Olimpiadi imvernali  a Torino nel 2026 possono rappresentare una grande occasione di rilancio della nostra Città che vive uno dei momenti più difficili degli ultimi decenni. La mancanza di strategia generale del M5S, il terrore di esporsi nell’organizzare grandi eventi dopo i fatti di Piazza San Carlo, un’assenza strutturale di autorevolezza nella Sindaca Appendino e negli Assessori con gli interlocutori locali e internazionali stanno spegnendo giorno dopo giorno tutto quello che era stato fatto per trasformare e sviluppare Torino e stanno consegnando la città ad una marginalità non solo geografica ma anche culturale ed economica.

Chi ha la fortuna di andare ogni tanto all’estero e guarda da fuori la nostra Città se ne rende immediatamente conto. Il nord Italia economico sta diventando solo più Milano e la vicenda del Salone del Libro ne è purtroppo (e temo ne sarà) l’ennesima conferma. Torino sta scomparendo giorno dopo giorno.

Non dobbiamo avere paura delle sfide

Penso che le preoccupazioni di una parte del M5S che stanno emergendo in queste ore non siano destituite di fondamento e penso che occorrerà evitare alcuni errori che sono stati commessi nel 2006, soprattutto nelle scelte operate su alcune opere e sugli utilizzi post-olimpici di alcuni impianti.
Tuttavia ritengo che non dobbiamo avere paura delle sfide. Le Olimpiadi si possono fare bene, con attenzione all’ambiente e all’economia del territorio e possono rappresentare una nuova fase per Torino e la sua area metropolitana.

Ma per vincere la competizione al CIO occorre compattezza, determinazione, lucidità e spirito di collaborazione e non contrapposizione tra istituzioni e tra forze politiche. Auspico davvero che la Sindaca Appendino sia in grado di compattare la sua maggioranza sulla candidatura Olimpica di Torino. Le 10 condizioni poste da alcuni di loro sono una pura provocazione e, peraltro, non sono neanche possibili. Lunedì come PD presenteremo in Sala Rossa una mozione che avvia il percorso politico. Siamo consapevoli che aderire alla candidatura impedirà per i prossimi anni l’utilizzo da parte di Appendino e del M5S dell’argomento cardine utilizzato in questi primi due anni nel mascherare le proprie lacune amministrative contro chi c’era prima – colpa vostra e di cosa ci avete lasciato- ma la posta in gioco è davvero stavolta l’interesse della Città.

Siamo convinti che il nostro documento abbia la maggioranza necessaria per passare in Consiglio ma ci piacerebbe davvero che la nostra proposta passasse all’unanimità. Sarebbe davvero un bel segnale che in questo quadro di agonia e desolazione prospettica a lungo termine cui continuiamo a non volerci rassegnare, darebbe almeno un grande obbiettivo programmatico per Torino.
Almeno uno.