Il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli corre in aiuto della sindaca di Torino Chiara Appendino, che si trova sui carboni ardenti per la candidatura ai Giochi Olimpici 2026.

Il gruppo dei “No Olimpiadi” all’interno della sua maggioranza si è allargato e ora la sindaca rischia forte.

Dopo la riunione fiume di lunedì sera, dove sono volati gli stracci e la minaccia “mi dimetto e voi tornate a casa” di Appendino è risuonata varie volte a Palazzo di Città, la tensione è altissima.

Interviene quindi Toninelli, che appoggia la candidatura torinese.

«Capisco perfettamente che possano esserci idee differenti – dice nel corso della trasmissione “Radio anch’io” – è una decisione importante ma il M5s di governo non può non rilanciare la proposta di Torino che è sostenibile, che non cementifica, che non spende e che ritengo migliore di altre proposte anche di quella di Milano».

Per quanto riguarda i consiglieri che si oppongono alle Olimpiadi Toninelli è convinto che tutto rientrerà: «Li convinceremo parlandoci, confrontandoci. Sono sicuro – ha aggiunto – che sarà un’eccellente olimpiade invernale».

Per Toninelli Torino è già pronta ai Giochi Invernali: non si può paragonare la vicenda a quando il Movimento Cinque Stelle disse no alle Olimpiadi di Roma, visto che nella città governata da Virginia Raggi era appena scoppiato il caso “Mafia Capitale” «e non ci eravamo appena insediati», conclude il ministro alle Infrastrutture.

Già, Torino è già pronta, come ha evidenziato Toninelli. Appendino lo sa bene. Inoltre lei, se tutto andasse bene, verrebbe ricordata come la sindaca che ha riportato i fasti olimpici sotto la Mole e non solo come quella che è stata rinviata a processo per i tragici fatti di Piazza San Carlo.

Con l’insicurezza della sua maggioranza, ma la sicurezza di essere dalla parte giusta e di aver fatto la scelta migliore per il bene della città, la sindaca è volata per Roma dove illustrerà a sottosegretario Giancarlo Giorgetti il modello Torino, ovvero le Olimpiadi a sostenibilità ambientale e senza debiti.

Una candidatura che il governo pentastellato appoggia incondizionatamente, mentre sembra tramontare il tandem con Milano, che Appendino non ha mai gradito come idea.