La situazione è da allarme rosso. Torino ieri sera ha veramente rischiato di ritrovarsi senza sindaco. Chiara Appendino, durante le sette ore di confronto con la “sua” maggioranza, ad un certo punto era pronta a prendere carta e penna per dare le dimissioni. E il gesto lo avrebbe anche fatto davanti a tutti: «Se continuate così io le firmo».

Le urla dei consiglieri, le sue, hanno fatto da colonna sonora ad una delle serate più buie che questa giunta abbia mai visto.

Se prima erano cinque gli oppositori alla candidatura per le Olimpiadi Invernali 2026, Damiano Carretto, Daniela Albano, Viviana Ferrero, Maura Paoli e Marina Pollicino, ora sono aumentati: resterebbero solo quattro i consiglieri pentastellati convinti che Appendino ha fatto la scelta giusta. Quelli che hanno detto si ad andare avanti con il sogno olimpico.

Anche se in realtà a inizio riunione sono stati solo tre a votare a favore delle Olimpiadi: Monica Amore, Antonio Iaria e Antonio Fornari. Il “quarto”, Marco Chessa, è arrivato direttamente dall’areoporto di Bergamo ore dopo. Ma il suo è un “Sì” super blindato.

Cosa ha causato questo allargamento del fronte No Olimpiadi?

A quanto pare non è andato giù il metodo usato dalla prima cittadina per portare avanti la candidatura. Sarebbe stato, secondo gli oppositori, «troppo poco partecipativo». Troppe notizie, dicono, apprese dai giornali o quando tutto sarebbe stato già deciso.

La sindaca è stata costretta a mettere ai voti il suo viaggio a Roma, dove deve incontrare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti: quindici voti a favore e un astenuto su 16 votanti.

Lei era stata chiara prima dell’alzata di mano: se si fosse votato contro l’incontro con il governo allora sarebbero state dimissioni. E tutti a casa.

I grillini nostrani hanno anche da ridire sulle decisioni del governo M5s-Lega: forse per loro, è un esecutivo troppo di destra. Altro macigno da digerire, per chi fino a pochi mesi fa ha manifestato fianco a fianco con i militanti dei centri sociali ad esempio.

Eppure, nonostante Matteo Salvini, nessuno di loro ha mai pensato ad uscire dal Movimento Cinque Stelle. Anche questo resta un mistero.

Intanto al suo ritorno da Roma Appendino incontrerà nuovamente i consiglieri. La riunione di maggioranza è prevista per domani sera, quando la sindaca relazionerà i “suoi” su cosa si sono detti con Giorgetti.

Ora però c’è da chiedersi, e quanto pare anche Appendino se lo domanda, di chi si può fidare la prima cittadina, diventata ostaggio del Gruppo pentastellato.

Se alcuni comunque sono meno duri con lei, c’è chi contesta qualsiasi cosa esca dalla bocca di Appendino. Quel qualcuno è come se dovesse dimostrare all’esterno che è sempre pronto a non renderà facile la vita a questa giunta. E i Giochi c’entrano ben poco.

Durante la riunione di lunedì è stato chiesto anche un aiutino da casa. Sono infatti partite da diversi cellulari le chiamate verso Roma, per chiedere che qualcuno venga a Torino a spiegare.

In effetti il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha già fatto capire che il confronto ci sarà: «Li convinceremo parlandoci, confrontandoci. Sono sicuro che sarà un’eccellente olimpiade invernale».

Incertezze, una maggioranza in bilico, Appendino pronta ad andarsene: i prossimi giorni saranno quelli decisivi, non solo per quanto riguarda le Olimpiadi, ma soprattutto per il futuro di questa città.