La Commissione incaricata dal Coni al fine di valutare gli studi di fattibilità presentati dalle Città di Cortina, Milano e Torino per ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026 ha indicato come scelta opportuna ed idonea la candidatura congiunta tra le tre Città senza che vi sia una capofila per proporre una candidatura nazionale al Comitato Olimpico Internazionale, il quale ha già avallato questa formula.

Si tratta sicuramente di una formula inedita, coraggiosa e controcorrente.

La Città di Torino, tramite la Sindaca Appendino ha riscontrato questa proposta con una comunicazione nella quale giustamente segnalava che qualsiasi decisione in merito fosse presa dal Governo centrale.

Seppure sia ancora convinto del fatto che la candidatura in solitaria di Torino e delle sue Valli sia la migliore, alla luce della proposta del Coni non posso che prendere atto che non sia più possibile procedere secondo i canoni tradizionali in materia di candidatura.

La presentazione di una proposta nazionale trascende da qualsiasi proposta locale, e ritengo la competenza di un Sindaco assai limitata per un processo di tale portata, anche se ritengo opportuno che gli Enti Locali vengano comunque coinvolti nei diversi passaggi che li possano vedere come protagonisti.

Anche se la formula in triplice coabitazione mi lascia in qualche modo perplesso circa la sua fattibilità ed operatività, credo che la scelta operata dalla Sindaca sia stata la migliore possibile per evitare l’isolamento di Torino sul piano nazionale ed internazionale, dovuto dalla forte crisi economica e dalla mancata coesione tra i diversi attori del territorio.

Un diniego aprioristico a questa proposta avrebbe creato una ulteriore situazione di forte criticità della quale, francamente, non avverto il bisogno.

Soprattutto in ambito sportivo dove grazie alle Federazioni Sportive, alle Discipline Sportive Associate e agli Enti di Promozione Sportiva affiliati al Coni riusciamo a fare delle attività in assenza di fondi comunali.

Ma soprattutto ristabilisce le giuste gerarchie ed ambiti di competenza tra Ente Locale ed il Governo centrale, troppo spesso resi ambigui da una eccessiva ed ingiustificata responsabilizzazione del primo rispetto al secondo.

La palla passa quindi al Governo, il quale dovrà effettivamente capire quanto questi Giochi Olimpici possano essere gestibili sotto il profilo economico, infrastrutturale e ambientale.