Alla sindaca Chiara Appendino che giustifica il no di Torino, alla possibilità di candidarsi con Milano e Cortina d’Ampezzo ad ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026, con la «mancanza di chiarezza», risponde a stretto giro il senatore torinese del Partito Democratico Mauro Maria Marino: «altro che mancanza di chiarezza, la figuraccia è Chiara».

Se, infatti, da un lato, la prima cittadina sostiene che «pare che sia stata Torino a tirarsi indietro, ma è assolutamente falso. Torino ha seguito il percorso come è stato indicato, mettendosi a disposizione del Governo. Ha chiesto chiarezza su certi elementi ma la bozza inviata  dal sottosegretario Giorgetti non dava queste risposte», dall’altro l’esponente democratico di Palazzo Madama risponde che «le giustificazioni della Sindaca Chiara Appendino sono puerili e fanno torto alla comunità torinese che desiderava e necessitava di rivivere il sogno olimpico».

E se la sindaca punta i piedi perché «le candidature a tre sono molto complesse, non sono mai state fatte. Mentre si poteva scegliere la candidatura di una città, che sarebbe stata più semplice dal punto di vista della gestione ma anche della costruzione dell’evento», l’esponente dem  sottolinea che «il danno fatto, con questo ennesimo No ad un’opportunità di sviluppo e di rilancio, vale doppio: Torino rischia di non contare più nulla nei rapporti nazionali ed internazionali, le valli alpine piemontesi vedono rafforzarsi le loro concorrenti lombarde e venete che avranno a disposizione una vetrina straordinaria come i Giochi Olimpici».

Insomma, per il senatore Marino, la città e le sue montagne rischiano di pagare a caro prezzo la scelta della Sindaca di portare Torino fuori dai Giochi.