Sentiti i rappresentanti istituzionali delle tre città candidate lunedì scorso, concluso oggi il lavoro della commissione tecnica che ha valutato i tre dossier, domani alle ore 12 si riunisce la Giunta esecutiva del Coni che alle ore 15 proporrà al proprio Consiglio nazionale di approvare la candidatura “una e trina” di Torino, Milano e Cortina d’Ampezzo per l’edizione del 2026 dei Giochi olimpici invernali e pralimpici.

Una candidatura unica, delle tre città insieme, al momento senza una città capolista. Una novità rispetto alla tradizione, una eccezione che potrebbe premiare l’Italia nel suo insieme e le principali regioni alpine in particolare e che si aggiungerebbe a due altre eccezioni: quella che possa essere assegnata la candidatura al Paese che ospiterà le assise del Cio in cui questa decisione dovrà essere presa (in questo caso ci vorrà una deroga ad hoc) e che nella stessa occasione possano essere individuate le città che ospiteranno le edizioni sia del 2026 che del 2030 (Stoccolma il pole position, in questo caso).

Un fatto unico ed eccezionale, quello della candidatura congiunta in rappresentanza non di una città definita ma dell’intero arco alpino nazionale, che potrebbe vincere la concorrenza sopravvissuta e vedere ritornare nel nostro Paese l’evento sportivo invernale più atteso dopo le edizioni di Cortina 1956 e Torino 2006.
In una lettera scritta oggi al Presidente del Coni Giovanni Malagò, la Sindaca Appendino prova a ricostruire il percorso che aveva portato la sua Amministrazione e la sua maggioranza consiliare ad insistere su di una candidatura in solitaria della Città di Torino e con un’ardita inversione ad U prova, a questo punto della contesa, ad adeguarsi ad una decisione che già da tempo era nelle intenzioni e negli obiettivi del Coni.

Appendino lo fa prendendo atto che “la proposta di candidare tre diverse città si altrettante diverse regioni italiane assumerebbe, nei fatti, i caratteri di una “candidatura nazionale” che va ben oltre i confini delle competenze politiche, gestionali e amministrative dei sindaci di Cortina, Milano e Torino e, per questo motivo, le analisi, le valutazioni, il coordinamento, i dovutiapprofondimenti e le conseguentidecisioni ritenfo spettino non piùalle singole Amministrazioni locali, ma a tutti gli enti preposti e al Governo nazionale nei confronti del quale, con il dovuto rispetto istituzionale, ci mettiamo a disposizione”

Per Appendino, insomma, anche per aggirare il pronunciamento della sua maggioranza che si era barricata dietro ad un rigido “Torino o niente”, la palla passa dal livello locale al Governo Nazionale. Sul piano politico questa è sicuramente una vittoria del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, sponsor di Milano ma disponibile alla candidatura congiunta in sintonia con il Coni, rispetto al Vicepremier Luigi Di Maio, che si era particolarmente esposto per difendere la proposta “secca” della grillina Appendino.
Non si è fatta attendere la voce del Governatore del Piemonte Sergio Chiamparino che in serata ha fatto sapere di “condividere nella sostanza” il contenuto della lettera con cui la Sindaca ha di fatto rimesso nelle mani del Governo la decisione della candidatura unitaria delle tre città.