Per essere subito chiari: il “no” alla candidatura in tandem con Milano per le Olimpiadi Invernali 2026 resta in piedi.

Anche se qualcosa all’orizzonte sta cambiando e non è più così impossibile che l’opzione preferita da CONI e dal governo (soprattutto dalla Lega e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti) si concretizzi.

Alcune tracce portano verso questa direzione. Ad esempio il fatto che sarebbe intenzione della maggioranza cambiare qualcosina della delibera che verrà votata domani, giovedì 19 luglio, in Consiglio comunale a Torino.

La condizione in cui non viene accettato il tandem, come spesso ha ripetuto la sindaca Chiara Appendino, rimane, ma la frase subirebbe un cambiamento da non sottovalutare: se prima si escludevano candidature o sinergie condivise con altre città candidate ora si apre la possibilità di sinergie esclusivamente con i territori dell’area metropolitana torinese.

In fondo alcuni comuni della Valli è risaputo sono pronti ad offrire comunque i propri impianti al capoluogo lombardo in caso venisse scelta Milano come candidata per i Giochi Invernali.

Intanto domani mattina la sindaca incontrerà le opposizioni, che, tranne Deborah Montalbano capogruppo di “Uscita di sicurezza”, voteranno la delibera sulla candidatura olimpica. Una grossa mano, anche perché sarebbero due i voti mancanti alla maggioranza: quelli di Marina Pollicino e Daniela Albano. Bene che vada le due dissidenti si asterranno. Altrimenti ci sarà il voto contrario che andrà ad aggiungersi a quello di Montalbano. Le uniche grilline a non aver firmato la delibera, al contrario degli altri dissidenti storici, Damiano Carretto, Maura Paoli e Viviana Ferrero.

«Apprezziamo il gesto costruttivo della sindaca che ha deciso di incontrarci – dice il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russoverificheremo in aula sottoscrittori e testi definitivi che verranno proposti e l’atteggiamento della maggioranza sul nostro ordine del giorno di sostegno alla candidatura olimpica».