Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino sta solo aspettando di incontrare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, ma lui, per quanto riguarda le Olimpiadi 2026 è già pronto.

Infatti non mette in discussione “la qualità del progetto”. Anzi. Il punto di forza è proprio, secondo il presidente, il recupero degli impianti del 2006. In Piemonte infatti, a differenza di quanto accadrebbe in Lombardia, non c’è molto da costruire da zero, ma piuttosto c’è da mettere a posto.

Insomma Chiamparino abbraccia la stessa filosofia di Appendino.

«Sto aspettando che il sottosegretario Giancarlo Giorgetti mi fissi un incontro, perché, senza voler offendere nessuno, tra tutti coloro che hanno responsabilità politiche locali, io, insieme ai sindaci delle valli olimpiche, sono uno di quelli che, riguardo all’organizzare con successo le Olimpiadi invernali, ha qualcosa da dire più degli altri», spiega Chiamparino.

Poi risponde al presidente della Regione Lombardia: «Il mio amico e collega Attilio Fontana dice che noi le abbiamo già avute 12 anni fa, e dicendo questo ci aiuta, perché riconosce che il territorio torinese, oltre ad avere impianti che possono essere riattivati con poca spesa – certamente molto inferiore alla costruzione ex novo in Lombardia – ha anche una indiscutibile eredità di progettualità e passione, che va dai volontari a coloro che hanno gestito le Olimpiadi ai più alti livelli tecnici».

«Una sicura risorsa per il Paese, e su questo punto ci tengo a rassicurare il Governo: la Regione Piemonte fin dall’inizio ha fatto suo il progetto per Torino 2026, elaborato da Città di Torino e dai Comuni olimpici, e sarei lieto se Giorgetti volesse ricevermi in tempi brevi per potergli spiegare più diffusamente le qualità del progetto stesso e la coesione istituzionale che fra noi, il Comune di Torino e i Comuni olimpici, su questo tema, non è mai venuta meno», conclude Chiamparino.