«Mi dimetto e vi mando tutti a casa» Chiara Appendino perde le staffe più volte e il confronto tra lei e i consiglieri di maggioranza nella notte diventa drammatico. La candidatura torinese alle Olimpiadi sta logorando i pentastellati al punto che nonostante da alcune settimane giri la voce a Palazzo di Città che l’amministrazione Appendino non arriverà a dicembre ieri notte all’una e trenta si è pensato seriamente che a due anni dalla vittoria del Movimento a Torino siamo già arrivati alla fine del percorso.

Saltate le comunicazioni in aula ad Appendino non è rimasto che il faccia a faccia, iniziato alle 19 e durato più di cinque ore, tra lei e i suoi. E le discussioni diventano subito accese, più delle chat roventi di Whatsapp, alcune delle quali hanno visto da mese la fuoriuscita dei consiglieri dissidenti Maura Paoli, Daniela Albano, Damiano Carretto e Marina Pollicino.

Ma il fronte si è allargato: all’interno dei Cinque stelle non sono solo loro a mettere i bastoni tra le ruote alla sindaca, accusata di volare da sola, in particolare sulle Olimpiadi. Non va giù il pre dossier sulla candidatura per i Giochi 2026: quasi nessuno, e ripetiamo quasi, ne sapeva nulla del lavoro fatto da Alberto Sasso, l’architetto amico di Beppe Grillo. Appendino si sente forte dell’appoggio dei vertici dei Cinque Stelle e del governo di Roma, ma non solo: anche di Confindustria e degli alti papaveri torinesi che vedono nei Giochi il rilancio della città.

L’incontro fiume è duro anche se in certi momenti sembra che il carrozzone regga, poi i toni si scaldano e allora Chiara urla, perde la pazienza, alza la voce. «Io mi dimetto e voi andate a casa», lo ripete. Qualcuno fa spallucce, altri capiscono il peso di quelle parole. Poi si dividono, il gruppo da una parta e la sindaca nel suo ufficio, quasi fosse il primo tempo di un match poi tutti negli spogliatoi a riflettere.

Che questa volta non sia uno scherzo e che il governo cittadino sia a rischio lo dimostra il fatto che poco alla volta accorrono tutti nelle sale del Palazzo. Dal nuovo capo di gabinetto Mauro Marinari agli assessori: tutti riuniti forse per vedere se quella sarà davvero l’ultima notte al comando della città. E forse a far calmare, momentaneamente, le acque è più la stanchezza che l’aver trovato un accordo. È notte fonda quando consiglieri e giunta escono dai loro uffici. Quello che è certo è che Appendino partirà alla volta di Roma dove oggi ha l’incontro con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti con un dossier olimpico che la maggioranza non accetta, mentre cresce la fronda di chi contesta i metodi usati dalla sindaca. A questo punto potrebbe non far bastare l’appoggio che il Pd e le opposizioni che, ad eccezione di Deborah Montalbano e la sua “Uscita di sicurezza”, hanno già promesso ad Appendino.

Un clima ad alta tensione che potrebbe convincere Roma a puntare più a Milano che sul capoluogo piemontese per il 2026, onde evitare che Appendino cada, cedendo così al “ricatto” dei consiglieri M5s.