Nessun complimento a Milano e Cortina per la vittoria delle Olimpiadi 2026, ma disponibilità a una collaborazione a determinate condizioni. Lo afferma la capogruppo del Movimento Cinque Stelle Valentina Sganga il giorno dopo l’assegnazione dei Giochi olimpici invernali all’asse lombardo-veneto.

«ll Movimento 5 Stelle Torino per le Olimpiadiinvernali del 2026 aveva fatto una proposta seria, rigorosa e in linea con la filosofia che ci ha portato a ottenere il governo della Città.
Un progetto che poggiava su due criteri, opposti a quelli che hanno guidato le Olimpiadi del 2006: no al debito pubblico creato da grandi eventi e sì a progetti sostenibili e che valorizzino l’esistente. Pensiamo ancora oggi che quella proposta avrebbe potuto raggiungere più e meglio di Milano-Cortina gli obiettivi posti dal Cio» scrive Sganga

La capogruppo M5s precisa anche di non volersi unire al coro delle congratulazioni a Milano e Cortina «perché credo che la vera vittoria, sarebbe arrivata prima di tutto vincendo la sfida interna con Torino. Spiegando perché un’olimpiade diffusa su un raggio di 400 km sarebbe stata preferibile a chi poteva vantare impianti e sostenibilità ambientale. Quella con la Svezia è, a mio modo di vedere, una vittoria senza avversari: contro uno Stato che non ha dato garanzie vincolanti per le strutture e contro una capitale, Stoccolma, che non aveva neanche firmato il contratto come città ospitante. Una vittoria facile che – checché tutti ne dicano – può felicitare ma non certo inorgoglire e gratificare».

Mentre sulla possibilità di una collaborazione piemontese ai Giochi olimpici Sganga precisa: «Siamo a disposizione se questa opzione rispetterà i criteri sopracitati e se non comporterà oneri economici per la Città».

Per il resto per la capogruppo M5s in Sala Rossa è meglio guardare ai traguardi raggiunti e a quelli futuri: «Abbiamo ottenuto il grande risultato delle Atp Finals battendo, noi davvero, più di 40 grandi città nel mondo, e su quelle dobbiamo investire, se altri hanno a disposizione risorse ulteriori per usare gli impianti ereditati nel 2006 si valuterà l’aderenza ai criteri di sostenibilità e si prenderà una decisione. Purtroppo, anche al nostro interno, c’è chi al fare politica preferisce la recriminazione. Non sono tra questi: credo che oggi più che mai sia importante guardare al futuro. A Torino lo costruiremo, passo dopo passo, solo al patto di sottrarci al gioco dei rimpianti e delle lamentele continue».