La proposta che il governo targato M5s-Lega potrebbe mettere sul piatto per calmare le acque su al Nord potrebbe essere della candidatura in tandem per le Olimpiadi invernali 2026 Milano-Torino.

Nonostante la sindaca Chiara Appendino lo abbia detto varie volte (“Olimpiadi mai con Milano”) questa è la soluzione che da Roma stanno valutando nelle ultime ore e che metterebbe d’accordo tutti quanti.
Infatti, un’olimpiade divisa con Milano toglierebbe dalle spalle del capoluogo piemontese il peso di un’intera organizzazione e, anche se nessuno avrà il coraggio di ammetterlo, Torino sarebbe subalterna al capoluogo lombardo, piuttosto che allo stesso livello.

Però così da una parte si calmerebbero un po’ di più gli animi dei pasdaran “No olimpiadi” che bivaccano sugli scranni della maggioranza pentastellata in Sala Rossa e allo stesso tempo si accontenterebbe chi, ad esempio i partiti dell’opposizione, imprenditori e Confindustria, torinesi, etc.etc. che vogliono i giochi nuovamente sotto la Mole.

È ipotizzabile che il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti parli di questa eventualità ad Appendino, nel colloquio iniziato pochi minuti dopo le 15 di oggi pomeriggio, cercando di convincerla che così si potrebbe salvare capra e cavoli. Anche perché questa scelta non dispiacerebbe affatto al Coni.

È anche vero che non tutti a Roma vedono di buon occhio questa opzione. In tanti infatti nelle settimane scorse avevano ricalcato i leitmotiv “Con Milano no”. Ma non ci sono molte opzioni: se si insiste solamente con Torino il rischio di perdere il governo della città per i grillini è troppo forte, soprattutto ora che i dissidenti non sono più cinque, ma che hanno degli aficionados nel loro gruppo e in Regione Piemonte.

Tra questi la capogruppo a Palazzo Lascaris Francesca Frediani, valsusina che spiega: «Auspichiamo un dibattito con i dossier in mano. Al momento non li abbiamo visti. Ma abbiamo forti dubbi sul riuso delle strutture esistenti: ho visto gli impianti e mi sembrano in condizioni piuttosto disastrose».

Ultima opzione per Appendino dargliela vinta ai pentastellati contrari ai giochi e ritirare la candidatura torinese, creando però così un pericoloso precedente in cui la sindaca è praticamente sotto ricatto dei suoi.