Sua Altezza Reale il principe Oddone

Quarto figlio di Vittorio Emanuele II (e fratello del futuro re Umberto I), Sua Altezza Reale Oddone Eugenio Maria di Savoia nacque a Racconigi nel 1846.

La sua vita fu segnata, fin dall’età di due anni, da un grave male: nanismo, rachitismo e una evidente deformità lo privarono degli agi della vita di corte, indirizzandolo a una vita di sofferenze fisiche non indifferenti.

Oddone, nonostante tutto, crescendo dimostrò una mente vivace, dedicandosi allo studio e alle arti. Più gli anni passavano, più il giovane principe lasciava trasparire grande attitudine a scienza e cultura.

Il rapporto con Genova

Oddone trascorse l’estate del 1861 a Genova, precisamente a Pegli, nella Villa Lomellini Rostan: le sue precarie condizioni di salute consigliavano al giovane principe lunghi soggiorni al mare. Fu così che nacque lo speciale rapporto che lo legò, per la breve vita che ebbe, alla città di Genova e alla Liguria.

Grande amante del mare, Vittorio Emanuele II gli diede dunque il permesso di trasferirsi definitivamente sulla costa.

Grazie al clima mite, fisico e spirito ne giovarono. Oddone poté dunque dedicarsi alle sue grandi passioni: scienze, arti e studi di nautica regalarono allo sfortunato giovane – costantemente debilitato dal suo male – giorni sereni e, per quanto possibile, spensierati.

Fu a tal punto innamorato della riviera da essere nominato dal padre capitano di vascello della Regia Marina.

La residenza di Oddone divenne ben presto punto di riferimento per scienziati, accademici, studiosi e persone amanti dell’arte: una biblioteca ricchissima e fervidi dibattiti culturali animavano le giornate del principe, che istituì premi letterari e concorsi per la città di Genova.

I viaggi, gli ultimi giorni e l’eredità culturale

Nell’estate del 1862 Oddone partecipò con i fratelli a un viaggio culturale che lo portò a conoscere le città siciliane più importanti, Napoli, Pompei e infine Costantinopoli. La sua natura non poteva che rimanerne affascinata: l’antica capitale bizantina fece nascere in lui l’ennesima passione, quella per le antichità classiche e gli oggetti di antiquariato.

Dopo che, nell’estate del 1864, i medici gli sconsigliarono un altro viaggio, Oddone si dedicò ogni giorno alla sua nuova collezione archeologica, che aumentò costantemente, quasi che il principe si stesse accorgendo che i suoi giorni terreni stavano per finire.

Neanche ventenne, nella notte tra il 21 e il 22 gennaio 1866, Oddone di Savoia chiuse gli occhi per sempre, lasciando in eredità alla città di Genova una collezione ricchissima di reperti, libri e opere, custodite oggi nel Museo di Archeologia ligure e nella Galleria d’Arte Moderna, intitolata proprio a Oddone.

La Gazzetta di Genova dedicò al caro Oddone, che tanto aveva fatto per la città, una sentita commemorazione, della quale si riportano alcuni rilevanti stralci:

“Diseredato dalla natura che dotavalo di una costituzione inferma e predestinata a lunghe tribulazioni, quasi a compenso del martirio cui doveva riuscirgli la vita, la Provvidenza volle arricchirlo di un cuore e di una mente che gli aprissero il campo a fruire delle più soavi gioie dell’esistenza in quegli anni in cui la comune degli uomini riesce appena ad iniziarsi alla vita. Breve fu il passaggio del compianto Principe sulla terra, ma fu quale di brillante meteora che lascia dietro di sé durevoli raggi di luce. […] Conscio a persuaso del suo inevitabile fine, l’augusto Principe trovò sempre un’amica parola, un benevolo sguardo per salutare e ringraziare coloro che gli prestavano le loro cure e s’interessavano ai suoi patimenti. Dopo le cinque la prostrazione andò sempre crescendo e poco dopo la mezzanotte avea cessato di essere quel principe, che Genova avea imparato a benedire e la cui memoria conserverà indelebile tra le più care rimembranze”.

Così come fece la città di Torino (con il celebre corso Principe Oddone), anche Genova dedicò al suo amato cittadino d’adozione un tratto della neonata circonvallazione. Nonostante tutto, la dedica genovese durò fino al 23 marzo 1944, quando il governo repubblichino punì i Savoia cancellandone con una delibera prefettizia tutti i nomi dalla toponomastica della città. Neppure il principe Oddone fu risparmiato.