Finalmente! Si deve un sincero plauso alla genialata del Tg regionale dell’Emilia Romagna, una volta “terra rossa” per eccellenza, che ha messo in onda il servizio sulla Predappio fascista.

Si aveva davvero un gran bisogno di una bella gita fuori porta in orbace, fez, stivaloni d’ordinanza nero pece, braccia destre alzate con esecuzione sincronica al grido “Duce, a noi!”. Ne si aveva bisogno soprattutto per riscoprire che ogni carnevalata “è bella a mamma sua”, che violenza e prepotenza hanno sempre necessità di accompagnarsi alla leggerezza della stupidità.

Soltanto in questo modo diventerà normale un ministro dell’interno versione Rambo (perché no?, in fondo deve dare l’esempio) negri malmenati se non uccisi come avveniva fino agli anni Sessanta nel sud degli Stati Uniti o fino ai primi anni Novanta in Sudafrica, ragazzotti destrorsi che stuprano, pensando di poter emulare i “neri” duri e puri del massacro del Circeo, i camerati Guido, Izzo e Ghira, bravi figli di papà col vizietto di torturare giovani donne.

Questa è la normalità di chi oggi comanda in Italia.