Non mi sta bene che la Sindaca, che è anche la mia Sindaca, non abbia ancora trovato il tempo per esprimere solidarietà al Partito Democratico per le aggressioni subite durante il corteo del primo maggio. Si chiama fare il sindaco, di tutti. Si chiama difendere il diritto di manifestare, di tutti. Si chiama senso delle Istituzioni

No, non me sta bene che no
Non mi sta bene vedere la gente indignarsi (giustamente) per la presenza di una casa editrice di stampo fascista al salone del libro e dimenticare che il vero problema è combattere, farsi sentire, per far dichiarare finalmente fuorilegge partiti e movimenti che spalleggiano questa casa editrice. Già, farsi sentire, ma da chi? Dal ministro degli Interni? Non me sta bene, anzi, non starà bene a lui, ma intanto io al Salone ci andrò e volterò le spalle davanti a questi stand

No, non me sta bene che no.
Non mi sta bene vedere che, intanto, Torino, città medaglia d’oro alla resistenza, città solidale, aperta, accogliente, viene risucchiata nel giogo delle peggiori pulsioni pentaleghiste e respinge la richiesta di cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano. No, Non mi sta bene, perché sono anche questi i segnali che rendono le comunità impermeabili ai più biechi rigurgiti e non le intemerate sui social.

No, non me sta bene che no
Non mi sta bene vedere questa città sprofondare giorno dopo giorno. Non mi sta bene vedere Torino sospesa, stordita, frastornata, impaurita. Non mi sta bene vedere Torino scoprirsi fragile, incomprensibilmente dura, prepotente, inutilmente aggressiva. Non mi sta bene perché torino è altra roba. Torino ha gli anticorpi per reagire al deserto, Torino ha la sua storia, Torino ha la forza per risollevarsi.

Scritto da Mimmo Carretta, consigliere comunale Pd a Torino e segretario metropolitano Pd