E’ preferibile che i turisti che camminano per il centro di Torino non si pongano troppe domande. O meglio. Non le pongano al commerciante di turno, indicando uno dei tanti manifestini appiccicati in bella mostra sulle vetrine di quasi tutti i negozi sotto la Mole: “What is this?”.

Semplice: una protesta. Democratica e civile, di chi storce il naso davanti al progetto della ZTL prolungata, a pagamento, etc, etc. Cavallo di battaglia della sindaca Chiara Appendino che ha fatto andare su tutte le furie i commercianti del centro, che vedono in questo progetto la cosiddetta mazzata finale che porterebbe a chiudere definitivamente le loro attività, già in pericolo dalla crisi.

Dunque mesi fa partì la protesta che consiste nell’esporre il manifesto “No ZTL prolungata e a pagamento”.

Dicevamo: quasi tutti lo hanno esposto. Tranne un negozio in via Sant’Ottavio 8 che per altrettanti mesi ha messo in vetrina un manifesto che diceva il contrario, ovvero Sì alla ZTL prolungata, etc, etc. Va beh non tutti possono condividere la protesta contro la decisione della giunta. In particolare se ti chiami Roberto Malanca, sei titolare di un negozio in via Sant’Ottavio 8 e sei pure consigliere Cinque Stelle in Sala Rossa.

Quel cartello per la cronaca non dovrebbe esserci più. Ancor prima della segnalazione che il collega di Malanca, il consigliere pentastellato Antonio Fornari ha fatto agli agenti della polizia municipale. Già, sarebbe proprio lui, “Deep Throat”, ad aver costretto i civich ad invitare i commercianti a togliere quei manifesti.

Fornari, che in realtà di contestazioni dovrebbe saperne, o almeno dovrebbe averne vissute allo stadio, in curva della Juventus, da lui frequentata a fianco degli Arditi, non ci ha pensato un sol minuto: «Ho ricevuto anch’io (chi sono gli altri?ndr) segnalazioni di cittadini e commercianti che chiedevano chiarimenti sulle modalità di affissione delle locandine “No ZTL” che compaiono su alcune vetrine di esercizi commerciali. Come sono solito fare in queste circostanze – continua Fornari – ho provveduto ad informare la polizia municipale e a richiedere un pronto intervento poiché, a mio avviso, tali locandine violavano il regolamento comunale n. 148 in ordine alle pubbliche affissioni, pur esplicitando una protesta legittima».

In realtà, secondo i commercianti, non ci sarebbe stata nessuna violazione, visto che il contenuto delle locandine non è pubblicitario, non è di partito, non ha committenti politici ed in formato A4: tutti indizi che fanno supporre che siano manifestini esenti da tasse e bolli. Ma il turista non deve vedere dicevamo. E poi erano più decenti, ma soprattutto innocui quelli che davano il benvenuto a Ronaldo, esposti sulle vetrine quando CR7 arrivò in città.

Dopo l’intervento dei vigili mandati da Fornari da Palazzo fanno sapere che: «La Polizia municipale, a seguito di segnalazioni su presunte violazioni del regolamento comunale sulle affissioni da parte di alcuni locali commerciali, ha avviato una serie di controlli con il proprio Nucleo operativo antievasione e, nei giorni scorsi, ha anche incontrato, su loro espressa richiesta, i rappresentanti delle associazioni di categoria del commercio, che si sono impegnati a sensibilizzare i propri aderenti sulle corrette modalità di affissione di locandine a contenuto non commerciale. Nessun verbale elevato e nessuna sanzione è stata comminata».

Intanto il caso politico è scoppiato. La Lega tramite il capogruppo in Sala Rossa Fabrizio Ricca ha presentato un’interpellanza: «Andremo fino in fondo a questa vicenda perché gesti come questi, invece che intimidire, non fanno che dare maggiore forza ai torinesi che stanno portando avanti una richiesta di referendum per dire basta alla Ztl».

Ma anche Stefano Lo Russo, capogruppo del Partito Democratico, non è rimasto con le mani in mano. L’esponente Dem, vera e propria spina conficcata al fianco dell’amministrazione grillina, ricorda che ci sono ben altri e veri problemi da risolvere a Torino: «I muri e le facciate storiche sono piene di scritte che nessuno pulisce. Le strade sono piene di buche che nessuno ripara. Le strisce pedonali sono scolorite e nessuno le vernicia. Gli immobili comunali sono occupati abusivamente ma nessuno interviene. L’erba cresce incontrollata e nessuno la taglia. Ma sono questi – continua Lo Russo – i problemi del centro che andrebbero affrontati e risolti per Appendino, Sacco e il M5S? Ma no, il problema è diventato il “regolamento affissioni”. I vigili urbani sono stati mandati infatti dall’amministrazione presso i negozi che esponevano le locandine di protesta contro il folle progetto di tassazione per l’accesso in ZTL avvisandoli che in assenza di rimozione sarebbero stati multati per centinaia di euro. La protesta infatti non rispetterebbe “il regolamento…”. Chiederemo conto dell’accaduto in Consiglio Comunale. Questi meritano davvero di andare a far danni altrove. Il prima possibile» conclude Lo Russo.

Insomma si prepara ad una nuova battaglia in Sala Rossa, mentre c’è da scommettere che quei manifesti contro la ZTL prolungata presto torneranno sulle vetrine dei negozi del centro, accompagnati da altre forme di protesta.

Qualcosa che il turista o chi per esso non può non notare…