Il percorso di avvicinamento alla direzione del 3 maggio riserva ogni giorno qualche sorpresa.
Da questa mattina, 2 maggio, sta girando l’iniziativa online “#senzadime – la responsabilità di una scelta” dove – si legge – «raccogliere l’orientamento di ogni singolo componente della Direzione Nazionale, sulla base delle dichiarazioni espresse sui social o a mezzo stampa. Perché l’informazione è un diritto, la trasparenza un dovere».

Il sito è registrato e rimanda direttamente ad Alberico De Luca e divide in “buoni e cattivi” le persone sulla base delle posizioni espresse in questi giorni. Come se la politica non fosse una dinamica articolata e complessa nella quale, chi fa parte di un organismo dirigente, non possa, sulla base di fatti nuovi o di un quadro che muta nel tempo, modificare la propria posizione.
Iniziative come #senzadime danno il senso di un dibattito ormai asfittico e polarizzato dentro il Partito Democratico, dove si è contro o a favore sulla base di posizionamenti tattici e senza alcuna discussione nel merito.

In questo dibattito il grande assente è purtroppo l’Italia, un Paese che avrebbe bisogno di un governo stabile e di respiro e non di una girandola sterminata di dichiarazioni roboanti, hashtag, intemerate in trasmissioni televisive con l’obiettivo di svuotare di senso le riunioni degli organismi dirigenti, linea politica incerta quando non apertamente in contraddizione.

Mi auguro che il Partito Democratico nazionale prenda immediatamente le distanze da questa iniziativa che ha il sapore antico delle liste di proscrizione e che sgomberi il campo da coinvolgimenti più o meno velati (come accadde, ad esempio, con la pagina ultrarenziana “Matteo Renzi News”).

Il PD che vuole essere ed è forza democratica responsabile, la seconda forza politica del Paese, non può sottrarsi al confronto. La Direzione Nazionale fissi alcuni punti programmatici irrinunciabili per discutere di alleanze di governo e su questo si chieda il parere degli iscritti.

Se invece prevarrà la linea del #senzadime lanciata durante la trasmissione di Fazio, che scavalca ogni discussione e confronto nelle sedi deputate, Renzi si faccia carico di andare in Direzione, ritirare le dimissioni e riprendere in mano le redini del partito con chiarezza e trasparenza. Quella trasparenza che “è un dovere” anche per gli ispiratori di questo sito estemporaneo che rischia di procurare ulteriori ferite a un PD già sofferente.