Doveva essere una delle più abbondanti nevicate degli ultimi anni e invece questa mattina Torino si è svegliata a mala pena imbiancata e le temperature più miti del giorno assieme alla pioggia hanno sciolto quel poco che restava di bianco. Qualcuno avrà tirato un sospiro di sollievo, qualche bambino sarà rimasto deluso. Ma in realtà che i fiocchi siano caduti o meno al Comune cambia poco. Infatti il piano per l’emergenza neve costa alla Città più di due milioni di euro l’anno, anche se in tutta la stagione invernale non nevica nemmeno una volta.

Carte alla mano, il preventivo di Amiat, la società incaricata della pulizia delle strade, per l’inverno 2018/2019 stabilisce una componente fissa del servizio di 2.006.406,92 euro + Iva e una componente variabile di 711.797,58 euro + Iva. Per un totale di 2.718.204,50 euro al netto dell’Iva, ovvero 3.316.209,49 euro Iva compresa. Dunque il Comune di Torino è chiamato a mettere a bilancio e a pagare due milioni all’anno che potrebbero crescere di altri 700 mila euro in caso di nevicate abbondanti. Un costo notevole soprattutto se si considera che negli ultimi anni di neve in città se ne è vista davvero poca. Ma da cosa deriva questa cifra?

I costi fissi che il Comune deve sostenere sono rappresentati dalla manutenzione dei mezzi, dalle prestazioni di servizio, dalla reperibilità del personale, dalle gare di subappalto e dal servizio di Telecomunicazioni che informa sul bollettino meteo.Già, perchè basta che le previsioni del tempo parlino di nevica per far scattare il livello di allerta verde, quello più soft ma che comunque richiede l’intervento di mezzi spargisale (tra 17 e 39 mezzi), di mezzi spazzaneve e di personale che spali a mano marciapiedi e attraversamenti pedonali. Insomma, basta qualche centimetro di neve perchè la macchina entri in funzione garantendo servizio 24 ore al giorno. Il codice diventerà giallo dagli 11 ai 20 centimetri di neve, con l’impiego di 260 spazzaneve e 850 spargisale; e rosso oltre i 20 centimetri di precipitazione con 380 mezzi e più di mille addetti alla spalatura manuale. Ovvio che di fronte a tali cifre tutto deve essere predisposto per l’emergenza.

A questi si aggiungono i notevoli costi accessori e variabili: dall’acquisto del sale, all’indennità di chiamata degli operai Amiat, fino alle attività di comunicazione per tenere informati i cittadini sulla viabilità.

E chissà quanto è costata la scarsa nevicata di questa notte al Comune. Già, perchè nonostante i fiocchi siano stati pochi le previsioni da giorni sostenevano che sarebbero caduti fino a 10 centimetri in città: immaginiamo che Amiat abbia allertato uomini e mezzi in abbondanza. E non importa se il lavoro da fare è stato poco, l’allarme era già scattato e le cifre sul contatore avevano già iniziato a girare vorticosamente.