L’operazione “Fenice” potrebbe alzare il velo di Maya su altre vicende che vedrebbero collegate mafia e politica. E non solo Roberto Rosso, l’assessore regionale piemontese arrestato insieme ad altre otto persone con l’accusa di voto di scambio con la ‘Ndrangheta.

Infatti nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla Guardia di Finanza ci sarebbe un passaggio in cui uno degli arrestati, Onofrio Garcea, viene contattato da un altro indagato, Francesco Viterbo per informarlo di un incontro avvenuto a Nichelino con, si legge nell’ordinanza, “4, 5 onorevoli di Forza Italia”.

Nell’ordinanza vengono fatti due nomi di onorevoli di FI con cui si sarebbe parlato di “dover prendere il paese in mano”, in riferimento alle elezioni amministrative del Comune di San Gillio, sempre in provincia di Torino.

Che l’inchiesta sia solo all’inizio?