di Bernardo Basilici Menini

Uno grosso sconto sul suolo pubblico, una delibera salva casette e una sorta di sanatoria che trasforma quello che era abusivo fino ad oggi in regolare.

Il Natale coi fiocchi 2016 di Torino non poteva incominciare nei peggiore dei modi, con accuse e polemiche e una magistratura che difficilmente lascerà correre, dopo gli esposti presentati e quelli pronti ad essere inviati nelle prossime ore.

Dall’assegnazione alla neonata Confederazione Artigiani Torino in poi è stato un susseguirsi di rivelazioni e di tanti punti interrogativi a cui oggi l’amministrazione targata Chiara Appendino non ha dato risposta, se non con la consueta frase “questo Natale costerà meno dei precedenti”. È probabile, se parliamo dei costi sostenuti dal Comune. Ma potrebbe costare caro, molto caro, su altri versanti. E accade anche che una delibera datata 29 novembre 2016 rende regolari le casette di piazza Castello, costruite nei giorni scorsi, ovvero quando erano ancora abusive.

Come lunedì in Sala Rossa, anche oggi Enzo Lavolta, chiede spiegazioni su quanto sta emergendo. Il consigliere del Partito Democratico parla chiaro: «Piazza Castello in saldo (solo per il Cat). Da giorni prosegue il montaggio abusivo delle casette in Piazza Castello. Oggi 29 novembre finalmente Chiara Appendino ha autorizzato con delibera n. 05573 il mercato. Ci informa che “l’allestimento sarà dal 27 al 30 novembre”. Grazie ce ne eravamo accorti. Comunico ai signori commercianti che i 45 banchi godranno dello sgravio del 75% del canone di occupazione suolo pubblico, al pari delle altre piazze che però erano oggetto di bando. Dai miei calcoli per ogni bancherella il comune incasserà meno di 10 euro al giorno. (Più o meno come 4 ore di parcheggio nella zona). Mi risulta che gli organizzatori invece hanno affittato ogni singolo posto a 8-9000 euro per il periodo 1 dicembre – 6 gennaio. Fate voi i calcoli, ho mal di testa. Qualcuno mi smentisca, vi prego. #pasticciocoifiocchi»

Ma torniamo alla delibera di oggi. Due sono i punti che sono destinati a fare discutere. Il primo è quello dei prezzi per il CAT. La delibera parla molto chiaro: “si approva l’applicazione di riduzione del canone (…) nella richiesta di occupazione suolo pubblico per le seguenti manifestazioni: P.za Santa Rita: mercatino tematico; Borgo Dora: mercatino tematico;C.so Marconi: mercatino tematico; P.za Castello: mercatino tematico; P.za Statuto: mercatino tematico; P.za Carlo Felice: mercatino tematico; Parco Dora: attività di spettacolo annesse alla pista di pattinaggio; la cui tariffa di occupazione è stata calcolata in Euro 193.529,10, a cui andrà applicata la riduzione del 75%Leggi la delibera. Riassumendo, nemmeno troppo ai minimi termini, si conferma che il CAT, al centro di tante polemiche per un’assegnazione non troppo limpida, non pagherà i ¾ di suolo pubblico al Comune. In teoria la cifra era di 190mila, ne pagherà appena 48mila. Sostanzialmente, considerato il numero di installazioni a cui si applica e le date previste per lo sconto, il CAT pagherà appena otto euro di suolo pubblico per banchetto/casetta al giorno. Meno di quanto un torinese pagherà di parcheggio.

Se quindi l’obbiettivo dell’amministrazione era quello di risparmiare, ci saranno mancati introiti (per il Comune) e mancate spese (per il CAT) per 130mila euro. Qualcuno potrebbe chiedersi: perché?
Ma questo non è il solo punto dubbio. Il secondo è quello che permette alle casette di piazza Castello, destinate al mercatino, di diventare regolari. La storia qua è un po’ più complicata. Inizialmente, racconta la delibera, erano previste per via Buozzi e via Amendola, poi, a seguito di proposte e controproposte di Comune, Soprintendenza e CAT, passano per cinque piazze, per poi arrivare in piazza Castello – assolutamente e chiaramente esclusa dal bando di partecipazione vinto dal CAT-, dove però, al momento della delibera, le casette erano già in costruzione da tre giorni. Una situazione di “abusivismo” che viene sanata giorni e giorni dopo. Per buona pace del CAT che adesso vede regolarizzata la situazione.
Qualcuno a questo punto potrebbe chiedersi cosa sarebbe successo se fosse stato chiaro sin dall’inizio che anche piazza Castello era disponibile al mercatino, e che questo sarebbe stato quello più in vista con la relativa possibilità di chiedere i prezzi più alti per l’affitto. Quasi sicuramente il CAT avrebbe avuto molti più concorrenti e molto più aggressivi per aggiudicarsi il Natale coi Fiocchi. Ma a quanto pare il CAT è stato molto fortunato.

 

La delibera che "salva" piazza Castello e riduce il suolo pubblico

La delibera che “salva” piazza Castello e riduce il suolo pubblico

La delibera di oggi della giunta

La delibera di oggi della giunta/2

La delibera di oggi della giunta

La delibera di oggi della giunta/3

La delibera di oggi della giunta

La delibera di oggi della giunta/4

La delibera di oggi della giunta

La delibera di oggi della giunta/5

La delibera di oggi della giunta/6

La delibera di oggi della giunta/6

La delibera di oggi della giunta/7

La delibera di oggi della giunta/7