«Col ritiro di Gtt e Arriva dalla gara per il nodo metropolitano di Torino e con la solo offerta di Trenitalia in valutazione si aprono naturalmente diversi scenari, ma le questioni prioritarie ora sono quelle relative alla tutela del servizio e dei lavoratori di Gtt, che resta la più importante azienda pubblica piemontese per numero di dipendenti – dichiara Nadia Conticelli, del Partito Democratico, presidente della Commissione Trasporti regionale – Ad oggi le otto linee del Sistema ferroviario metropolitano torinese, che garantiscono oltre 350 corse giornaliere, sono in parte in affidamento diretto e in parte in subaffidamento, da parte di Trenitalia, a Gtt».
«La Regione ha tenuto fede agli impegni presi assegnando a Gtt i 40 milioni di euro necessari per il salvataggio dell’azienda del bilancio e i venti milioni di transazione per servizi degli anni passati, oltre all’investimento di 70 milioni il rinnovo parco mezzi. Ora vorremmo sapere invece a che punto è il piano di risanamento dell’azienda approvato dal consiglio di amministrazione e dal consiglio comunale lo scorso anno, e se andrà ricalibrato o meno. Alle luce di quanto accaduto oggi le scelte politiche dell’’azionista di maggioranza, cioè il Comune di Torino, che, mentre il servizio era già in subappalto da Trenitalia ha scelto di costituire un consorzio con Arriva e oggi, alla scadenza della gara, si ritira, sembrano quantomeno estemporanee e poco responsabili».
«Ora, mentre vengono espletate le procedure per l’assegnazione della gara, si ragioni sul futuro di Gtt e del servizio metropolitano che rappresenta gli spostamenti quotidiani di circa 18 milioni di pendolari all’anno», conclude Conticelli.