L’arte. Un punto focale della cultura italiana che rischia di essere solo più un bel ricordo andato.

Già, infatti, sembra proprio che in Italia gli studenti AFAM, Alta Formazione Artistica e Musicale, siano considerati di “serie B” «sognamo la laurea ma dobbiamo accontentarci di un “diploma equipollente”» spiega Serena Bertani, studentessa AFAM «non essere Università significa anche non avere i fondi del Miur. Inoltre – prosegue – l’organico è bloccato da troppo tempo, e anche le sessioni di esami sono poche: appena tre in un anno».

Questi i principali motivi che hanno spinto gli studenti e le studentesse dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ad organizzare una performance di protesa tenutasi il 19 dicembre in via Roma dal titolo «Mute walk», passeggiata muta.

La performance nasce in occasione del ventesimo anniversario della formazione dell’AFAM e della legge n. 508, finalizzata alla riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA), dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati. Performance di protesta anche in altre città italiane come Bologna e Venezia.

«Sono passati vent’anni da quella riforma che, al giorno d’oggi, non basta. Le problematiche legate alle istituzioni continuano ad aumentare, infossando una cultura che ha terminato il fiato per esprimersi. Ma noi, nel silenzio, abbiamo voluto farci sentire, – continua Bertani, organizzatrice della protesa – è una nuova chiamata alle arti, un appello che possa sollevare ancora una volta l’arte da terra, per continuare a camminare. Sfruttando il rumore del silenzio di via Roma come funzione di urlo di protesta».

Un’unica ventata di speranza, per il momento, sembrerebbe essere stata data dalla scorsa legge di Bilancio al Senato: un emendamento che prevede alcune misure a favore delle istituzioni AFAM.

Grazie a questa misura i docenti potrebbero tornare a tenere le loro lezioni, risolvendo per il momento l’emergenza che si era venuta a creare con interi corsi sospesi, lezioni annullate e didattica bloccata. Tuttavia il via libera alla stipula dei contratti co.co.co. deve essere una soluzione tampone e temporanea: è necessario aumentare la docenza in organico nelle istituzioni AFAM ed evitare il dilagare di forme di contratti di lavoro precario come i co.co.co.