Una mozione approvata in Consiglio comunale di Torino per il rilancio del mercato coperto del quartiere Vallette, in via delle Verbene 11.

La mozione, che vede come primo firmatario il consigliere MS5 Antonio Fornari, chiede di sostenere iniziative finalizzate all’insediamento di nuove attività come uffici pubblici o servizi alla collettività, spostando, ad esempio, l’ufficio postale di piazza Montale all’interno del mercato «tavolo già aperto da mesi da me e dall’assessore Sacco su sollecitazione di Atc circoscrizione» come spiega la consigliera Deborah Montalbano. E, ancora, associazioni a fini culturali e sociali negli spazi attualmente vuoti del mercato coperto.

In particolare, il documento impegna sindaca e assessore competente a valutare se esistano i presupposti per rivedere il contratto in essere con la cooperativa “Le Verbene”, dando la possibilità di assegnare temporaneamente gli stand rimasti liberi.

«Stiamo cercando di risolvere la situazione, sicuramente complicata, del mercato Le Verbene – ha dichiarato in aula l’assessore al Commercio, Alberto Saccocercando di dare nuova linfa a una zona così amata dagli abitanti del quartiere, coinvolgendo sia Poste Italiane che Atc, e semplificando le regole per occupare gli spazi del mercato».

Respinta dalla Sala Rossa un’altra mozione sul centro commerciale Le Verbene (primi firmatari: Deborah Montalbano – DemA e Silvio Magliano – Moderati); rinviata un’altra, a firma Stefano Lo Russo – PD).

«Un’ennesima beffa da parte dei 5 Stelle – commenta la consigliera Montalbano – al momento la condizione strutturale degli stand chiusi è precaria, quindi se non si fanno gli interventi di manutenzione non è fattibile l’utilizzo degli stessi né per i commercianti né per le piccole associazioni, realtà culturali che, tra l’altro, avrebbero difficoltà anche nel sostenere le spese a loro carico».

«Insomma il Movimento 5 Stelle Torinese supporta le periferie e i piccoli commercianti delle periferie dicendo sostanzialmente: dovete continuare a pagarci annualmente 46.685.39 euro di canone suddivisi tra i commercianti che resistono per i negozi aperti e chiusi» conclude Montalbano.