La guerriglia urbana minacciata dai centri sociali torinesi al grido di “Staniamo Di Stefano” e che è scaturita ieri sera per le strade di Torino ha sollevato una pesante indignazione tra gli esponenti della politica locale.

L’arrivo in città del leader e candidato premier di CasaPound Simone Di Stefano aveva già suscitato clamore nei giorni scorsi a causa della mancata concessione degli spazi della GAM per la presentazione dei candidati e del programma elettorale.

L’evento si è ugualmente tenuto presso l’hotel NH di Corso Vittorio, ma è stato necessario un importante dispiegamento delle Forze dell’Ordine per contrastare i disordini dei militanti, circa 500, dei centri sociali che per manifestare un estremo dissenso politico, definito dagli stessi “antifascista”, hanno causato una preoccupante alterazione dell’ordine pubblico, portando al ferimenti di agenti di polizai, tramite il lancio di bomba carta piene di chiodi.

Una ferma condanna arriva da Alberto Morano, capogruppo in Comune dell’omonima lista civica che dichiara: «I fatti successi ieri sera a Torino sono molti gravi e devono essere condannati senza se e senza ma. Il Sindaco e l’amministrazione Cinque Stelle devono prendere le distanze dai centri sociali e dai comportamenti violenti e fuori dalle regole tenuti da simpatizzanti degli stessi».

«Il silenzio in questi momenti non è consentito alle istituzioni – continua Morano – Non è tollerabile che in un Paese democratico si consenta ad estremisti violenti di cercare di impedire ad altre forze politiche, quale che ne sia il colore non importa, di presentare liberamente i propri candidati alle elezioni. Il comportamento tenuto da aderenti ai centri sociali ieri sera a Torino si pone al di fuori delle regole democratiche».

«Una città non può essere teatro di guerriglia urbana ed è grave che questa guerriglia cerchi di giustificarsi ricorrendo ad un presunto e mal riposto antifascismo. L’antifascismo è per sua natura non violento e democratico», conclude il capogruppo già candidato sindaco.