Più fuori che dentro. Più “misto” che Cinque Stelle. La querelle Montalbano segna un altro capitolo. Questa volta non c’entrano auto blu o post di Facebook al vetriolo. È bastata la sua presenza alla quarta commissione e le stoccate che ha lanciato alla sua maggioranza per avere a disposizione un altro indizio del suo futuro in Sala Rossa. Già all’indomani del caso scoppiato per l’utilizzo improprio da parte sua di una macchina di servizio, per il quale lo stesso candidato premier Luigi Di Maio aveva chiesto un passo indietro, Montalbano aveva sostenuto che lei le dimissioni non le avrebbe mai date e che se volevano dovevano essere i suoi a cacciarla.

Eppure di lei ultimamente, tranne sui social, si era persa traccia. Nel 2018 una sola presenza in consiglio comunale su sei sedute. In commissione Sanità e servizi sociali, quella che presiedeva prima di dare le dimissioni, non si vedeva da tempo. Ma non poteva oggi risultare assente perché in Sala Orologi c’era la sua gente, quella del comitato Lucento-Vallette (alcuni dei quali hanno contestato svariate volte la sindaca, ultima alla presentazione del libro di Gad Lerner al Circolo dei lettori) e gli uomini e le donne dello Sportello Casa zona San Paolo, vicini al centro sociale Gabrio.

Non solo ha partecipato Montalbano, ma non ha risparmiato “colpi proibiti” ai colleghi Cinque Stelle. La consigliera ha criticato la politica messa in atto dall’amministrazione evidenziando che se si fossero fatti meno centri commerciali si sarebbe potuto costruire nuove case e alcuni problemi si sarebbero risolti. Non sono bastate le parole di chi ha rimarcato il concetto che i centri commerciali sono sorti in aree da riqualificare, visto che la Montalbano ha inferto un nuovo colpo parlando di promesse elettorali non mantenute per una mancanza di volontà.

Insomma, Deborah la “ribelle” ancora una volta si è fatta sentire. Attaccando più lei la giunta di quanto non abbiano mai fatto le opposizioni. Come dicevamo all’inizio la sensazione è che sia più fuori che dentro. Come è già uscita da alcune delle varie chat utilizzate dai consiglieri pentastellati e dagli assessori per comunicare tra di loro. Resta solo da capire quale strada sceglierà per il suo futuro. Perché è impensabile immaginarla ancora altri tre anni tra i banchi della maggioranza. Montalbano può scegliere tra abbandonare del tutto la Sala Rossa e tornare alla sua vita privata oppure continuare a rivendicare le istanze della sua gente sempre in consiglio comunale ma nel gruppo misto di cui sarebbe l’unica componente (per il momento). Così facendo non tradirebbe il suo elettorato, mantenendo il mandato da consigliera e stimolando la maggioranza con critiche o sostenendola a seconda dei casi. Potrebbe essere questa la sua scelta, che magari ha già fatto, ma sta solo aspettando il 5 marzo, giorno dopo le elezioni politiche, per ufficializzarla.