È iniziata questa mattina la seconda fase del progetto di sgombero del Moi, l’ex villaggio olimpico che dal 2013 era stato occupato da immigrati. Verso le sei del mattino gli occupanti della palazzina marrone sono stati fatti uscire dalla struttura.

Sul posto, in via Giordano Bruno, oltre alle forze dell’ordine anche i mediatori culturali di Comune e della Compagnia di San Paolo che già nelle scorse settimane ha proceduto a un colloquio conoscitivo degli occupanti e che offrirà loro vitto alloggio e formazione professionale per i prossimi 18 mesi, mentre i successivi 15 saranno a cura della Diocesi di Torino. Ad assistere alle procedure di sgombero era presente anche l’assessora Sonia Schellino e il comandante dei Vigili Emiliano Bezzon.

Al momento non si registrano tensioni, come invece era accaduto lo scorso novembre quando ad essere sgomberate erano state cantine e garage, adibiti ad abitazioni, e i cui occupanti avevano dato vita a una rivolta durata alcuni giorni e seguita da episodi di violenza anche nei confronti del project manager della Compagnia di San Paolo.

L’operazione di questa mattina arriva dopo che nelle settimane scorse un vertice tra la sindaca Chiara Appendino e il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva posto in evidenza le problematiche del Moi e il governo aveva posto l’ultimatum al Comune di iniziare le procedure di sgombero entro agosto. Opinione condivisa anche dal prefetto che vorrebbe completare le operazioni prima di Ferragosto.