È la fama e l’importanza stessa di MiTo a difendere il festival musicale per le grandi orchestre dalle polemiche dei giorni scorsi. A sostenerlo il presidente della commissione cultura al comune di Torino Luca Cassiani dopo che l’assessore Maurizio Braccialarghe ha ipotizzato di rivedere completamente gli accordi con Milano e le caratteristiche stesse del Festival.

«L’alleanza con Milano è strategica da un punto di vista organizzativo, economico e per la comunicazione perchè rende più facile sia ingaggiare le varie orchestre sia far conoscere l’evento al pubblico nazionale e internazionale» spiega Cassiani.
«Il festival non nasce per spostare gente da Torino a Milano o viceversa – aggiunge il presidente della commissione Cultura – ma per attrarre un pubblico più vasto a cui viene offerto un programma musicale di alta qualità nelle due città».

Ideato nel 1978 come Festival Torino Settembre Musica da nove anni il gemellaggio con Milano ha reso possibile offrire musica di grande qualità a prezzi popolari con teatri, chiese e piazze trasformate in grandi auditori.
«MiTo è un festival di grande rilevanza per l’offerta che propone, con musica colta e le migliori orchestre ma nel contempo un occhio di riguardo per le nuove tendenze mondiali» afferma Cassiani. «Insomma, MiTo si difende da sé, come festival di grande livello culturale ma anche perchè è parte stessa della città visto il grandissimo successo di pubblico che ha riscosso in questi anni».
«Mi auguro quindi di poter proseguire a sinergia con Milano come in questi anni e ringrazio il direttore artistico Enzo Restagno per il magnifico lavoro svolto», conclude Cassiani.