Una necessità dalla quale dipendono fattori fondamentali quali ad esempio l’accesso al mercato del lavoro ma non solo. Imparare la lingua inglese è un qualcosa di determinante a livello sociale anche per chi studia, per chi legge o si informa in rete, per chi vuole viaggiare.
Una serie di evidenze che è inutile stare a ricordare perché ormai sono note: unico fattore da registrare, l’importanza di affidarsi a metodi efficaci per apprendere la lingua o comunque per migliorare il proprio livello già acquisito. Facile a dirsi un po’ meno a farsi dato che sul mercato, parlando di corsi e scuole varie, la scelta oggi è enorme e, come sempre in questi casi, ciò può rivelarsi un boomerang.
Partiamo da un assunto: prima di scegliere un percorso formativo, che sia tradizionale, online, di gruppo o del tutto autonomo tramite la rete, è bene testare il proprio livello di inglese per capire da quale base si sta partendo. Al riguardo torna utile rivolgersi ad un test inglese online per conoscere, in modo del tutto gratuito, il proprio livello.
Una volta portato a termine questo passaggio si può procedere con la scelta di un percorso personalizzato il cui obiettivo finale sia quello di migliorare in modo concreto ed efficace il proprio livello di inglese. Qualunque sia l’obiettivo per il quale si abbia una necessità di questo genere.
In generale il livello di inglese parlato dagli italiani non è dei migliori: le varie classifiche stilate dall’Ef-Epi, studio di conoscenza della lingua inglese, pongono il nostro paese sempre in fondo alla lista in Europa. Classifica guidata da realtà del nord del Continente, come Svezia, Danimarca, Olanda ma anche Polonia ed ultimamente Francia, che ha scavalcato l’Italia in questa graduatoria.
Andando ad affinare ulteriormente la ricerca emerge che è il sud del paese ad avere le maggiori lacune: Campania, Umbria, Calabria, Sicilia e Basilicata sono le regioni con le performance peggiori mentre al primo posto per popolazione che parla correttamente la lingua inglese vi è il Friuli Venezia Giulia. Anche il Piemonte è tra le regioni dove si registrano i risultati più soddisfacenti con Torino insieme a Genova, Milano, e Bologna in cima alla vetta tra le città più ‘british’ di Italia.
Analizzando la situazione dal punto di vista della tipologia di cittadini che parlano inglese emerge che, a livello nazionale, sono soprattutto i giovani e le donne ad avere livelli elevati di performance. In particolare i ragazzi tra i 18 ed i 20 anni che vantano punteggi molto più alti rispetto alla fascia over 40.
Il che va a corroborare il punto dal quale siamo partiti: ovvero come le giovani generazioni vedano l’inglese alla stregua di uno strumento indispensabile per accedere al mercato del lavoro attuale. Che rispetto a qualche decennio fa è indubbiamente più globalizzato  e richiede competenze differenti.