Mattinata romana per il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il suo assessore al Lavoro Elena Chiorino che hanno preso parte al tavolo di crisi nazionale del Mise convocato per il caso Mercatone Uno e, prima, a un incontro riservato con il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico, Davide Crippa, e il presidente del tavolo di crisi, Giorgio Girgis Sorial, voluto dallo stesso Cirio per affrontare aspetti che riguardano nello specifico la situazione dei lavoratori piemontesi.
«Abbiamo riscontrato grande disponibilità, anche nel poter incontrare i rappresentanti del Ministero prima del tavolo. Abbiamo parlato di cosa è possibile fare in concreto per i 250 lavoratori piemontesi»ha specificato il governatore del Piemonte aggiungendo che ci è stata comunicata la decisione del Tribunale di Bologna di annullare il contratto di vendita alla Shernon, in modo da retrocedere alla situazione precedente di amministrazione straordinaria e consentire l’attivazione della cassa integrazione, impossibile da avviare con un’azienda fallita. Sono stati nominati i nuovi amministratori straordinari che, adesso, avranno il compito di creare le condizioni per trovare un nuovo, e soprattutto affidabile, acquirente».

Cirio ha poi fatto sapere che ai lavoratori sarà concessa la Cassa integrazione, retrodatata al mese di maggio anche se c’è ancora da risolvere la «criticità del valore da attribuire a questi ammortizzatori. I lavoratori infatti, per venire incontro alle richieste di Shernon, hanno accettato una riduzione di stipendio e orario di lavoro e se la cassa dovesse tener conto di questa nuova configurazione contrattuale avrebbe un importo molto esiguo. Abbiamo quindi chiesto al Ministero di poterla calcolare sulla base dei contratti precedenti alla vendita alla holding».

Sul fronte piemontese la giunta regionale sta lavorando per delle convenzioni con banche disponibili ad anticipare ai lavoratori il valore dell’assegno. «Da quando la cassa viene autorizzata a quando viene effettivamente erogata passano infatti mediamente tre mesi – ha precisato Cirio – e noi non possiamo lasciare i lavoratori in sospeso per altre settimane. È necessaria una soluzione ponte e la metteremo in atto, già nei prossimi giorni, con gli istituti di credito di cui gli uffici regionali hanno raccolto la disponibilità. I lavoratori potranno aprire un conto sul quale verrà loro anticipato il valore degli ammortizzatori, in attesa che vengano resi disponibili dallo Stato. Il primo obiettivo, però, rimane la continuità lavorativa per tutti. E su questo il mio impegno personale e quello di tutta la Regione sarà forte e costante».