Il mercato immobiliare negli ultimi cinque anni ha fatto preoccupare molti esperti ed addetti al settore, per una mancata crescita e un andamento generale dei prezzi perlopiù al ribasso. Tale situazione ha frenato la crescita del mercato, spingendo molti investitori a pensarci due volte prima di vendere o comprare casa.

La situazione sta prendendo invece una piega positiva secondo quanto analizzato dall’Osservatorio Immobiliare nell’ultimo trimestre del 2019. Secondo i dati si è registrata una crescita delle vendite immobiliari dell’8%. Una tendenza vera soprattutto per le grandi città italiane, come Roma, Torino, e Milano.

Ciò significa che questo è un buon momento per fare un investimento sul mattone nelle grandi città italiane. Infatti, comprare casa in uno di questi luoghi rappresenta un buon investimento immobiliare anche per chi non ha intenzione di andarci a vivere, perché i contratti di locazione possono rivelarsi in alcune aree molto redditizie. Ecco perché il 2019 è stato l’anno boom dei contratti di affitto.

Gli esperti affermano che i primi segnali di ripresa non devono farci illudere su un’impennata definitiva del mercato immobiliare, e affermano che una vera svolta potrà esserci solo agevolando le condizioni di acquisto per realizzare una condizione di stabilità del settore e dell’economia in generale.

Mentre sul versante governativo si discute di quali misure adottare per favorire le compravendite immobiliari, dall’altro si stanno sviluppando nuovi modelli di impresa che cambiano le regole del settore, portando una ventata di novità. Una di queste è Housefy, immobiliare digitale che promette di vendere casa velocemente tagliando i costi delle commissioni a venditore e acquirente.

Si è coniato il termine proptech per definire questo tipo di agenzie, nate appunto dalla fusione di propriety e technology.  Tutto il modello commerciale della start up spagnola, approdata da poco sul mercato italiano, si basa sull’utilizzo dei Big Data e della rete per offrire un servizio trasparente e di qualità, in cui il venditore è il protagonista. Infatti per abbassare il prezzo del servizio relativo dell’agente sul territorio, è il proprietario a far vedere la casa ai possibili acquirenti, con la consulenza diretta di Housefy. Il risultato è un taglio decisivo dei costi legati alle tradizionali commissioni.

Le imprese digitali, in cui si gestisce tutto da una sede tagliando le spese degli uffici fisici sul territorio, si stanno facendo strada anche nel mercato immobiliare. L’idea generale è quella di offrire gli stessi servizi di un’agenzia tradizionale ma a distanza, servendosi di tutti gli strumenti tecnologici e di comunicazione che oggi offre la rete.

Si tratta di modelli di business digitale già ampiamente collaudati in altri settori, come la finanza, i viaggi, le assicurazioni, e che hanno fino ad ora faticato ad entrare nell’ambito immobiliare per via di una vocazione tradizionalista del settore del mattone.

Le promesse sono tutte buone, aziende come Housefy stanno nascendo da un terreno fertile e ormai maturo per accogliere nuovi modelli di impresa. Vedremo nei prossimi anni come queste ventate di novità potranno influire sui sistemi più tradizionalisti e cambiare il modo di operare nel mercato delle compravendite immobiliari.