Il mercato storico di piazza Madama Cristina sta vivendo un periodo di grande difficoltà. Meno clienti, meno banchi, vendite dimezzate. L’unico intervento concreto è stata la sistemazione delle luci sul tetto che copre la struttura operato dalla Circoscrizione 8 dopo diverse proteste. Ma ora i commercianti attendono ben altro. C’è chi, come Monica dal suo storico banco di formaggi, presente da 16 anni, ha scritto direttamente alla sindaca per chiedere aiuto: «Non ho ancora avuto risposta». E aggiunge: «le vendite continuano a scendere, siamo circondati da supermercati aperti a tutte le ore con offerte e prezzi che certo noi non possiamo permetterci». Il calo nella clientela viene anche collegato alla chiusura dell’Ospedale Valdese (ora parzialmente riaperto) e si sollevano critiche, non condivise però da altri mercatali, anche per i periodici “mercatini bio” dei contadini: «apprezzabili iniziative che però – spiega Monica – contribuiscono a farci vendere di meno perché se fai il “pieno” di verdura, salumi e formaggi la domenica difficilmente poi li acquisti a inizio settimana». Per trovare una risposta alle difficoltà dei commercianti di San Salvario si ricorre anche alla sociologia per capire i cambiamenti in atto: «Nel quartiere oggi ci sono tanti giovani e studenti che certo non si riempono le borse di verdura al mattino, dove fino alle 10 30, non vediamo di fatto nessuno e sono sempre meno le famiglie tradizionali», conclude Monica.
Queste affermazioni contrastano con il pensiero di Paola Parmentola, consigliera di circoscrizione 8 del Partito Democratico. «Sono cambiati i consumi e, a fronte delle difficoltà delle vendite dei banchi del mercato, registro il successo dei negozi di verdura, aperti anche di recente, che si trovano a pochi metri da piazza Madama Cristina. Alcuni di questi devono addirittura ricorrere al “numerino” per regolare l’afflusso. Vendono mi sembra a prezzi alquanto contenuti, con orari che non sono quelli del mercato. Insomma gli orari tradizionali del mercato sono roba d’altri tempi e non rispondono più alle nuove esigenze e andrebbero rivisti insieme ad altri fattori».
Emanuele Nesci, dal suo banco di verdura, ricorda l’incontro avuto con l’assessore al Commercio Alberto Sacco un anno fa in Comune: «Abbiamo chiesto interventi di risistemazione che non hanno mai avuto risposta». Per il commerciante si tratta di azioni fondamentali e concrete e aggiunge: «Occorre rendere più attraente la struttura, creare un’area pulita, ordinata e senza “buchi” ovvero gli spazi lasciati vuoti dai banchi mancanti»,
Continuando nel “cahiers de doleances” c’è chi, come dal banco di latticini Baltieri, denuncia: «la pavimentazione va rifatta e l’illuminazione è insufficiente, specie in inverno quando c’è la nebbia. E’ una struttura ormai vecchia dove piove da un tetto che è anch’esso da rifare». Per la formaggiaia è la crisi che continua a colpire: «la gente ha meno soldi e basta vedere quanti anziani e persone apparentemente a modo si aggirano a fine mercato per raccattare qualche mela o lattuga abbandonata».
Per Max Princi detto “il biondo”, «la movida ha riempito la notte e svuotato il giorno». Max è una presenza storica di questo mercato con il suo banco di biancheria per la casa «Sono qui da quando ero bambino». Risistemando la merce, dopo una mattinata tutt’altro che redditizia, non perde però l’ironia: «”L’ambulante è traballante” ed è sempre peggio qui a Madama Cristina dove ormai veniamo per rimetterci», e precisa: «E’ necessaria una generale ristrutturazione del mercato sul modello di quanto avvenuto in Piazza Nizza. Servono parcheggi, fontanelle d’acqua e soprattutto servizi igienici a disposizione di tutti. Non posso certo continuare a prendere caffè per andare in bagno e si pensi ai tanti anziani».
I commercianti di Madama Cristina sono molto preoccupati e aspettano con pazienza concrete risposte. La sensazione è che molti si rendano conto di un quadro “strutturalmente” difficile alla luce dei cambiamenti nel quartiere. Ma emerge un ulteriore motivazione alla base dello scarso afflusso di clienti: «i banchi storici di frutta e verdura vendono a prezzi troppo alti e molte famiglie del quartiere prendono la metro con il loro carrellino per fare la spesa settimanale nei mercati di corso Spezia, Piazza Bengasi e anche Porta Palazzo». E’ quanto dicono alcune famiglie della zona e viene anche ammesso da ambulanti del mercato. Insomma il quartiere, nonostante i cambiamenti e la movida, resta popolare con un alta presenza di immigrati per i quali fare la spesa risparmiando è una priorità.
«Conosco bene questo mercato. Una realtà cui non è stato consentito di evolversi come il resto del quartiere». E’ il pensiero di Fabrizio Ricca, capogruppo Lega Nord in Consiglio comunale, per il quale: «serve un intervento importante dell’amministrazione per ridare vita a un mercato e ai suoi storici banchi che rischiano di far la fine di Corso Taranto».  «La mia impressione – conclude Ricca – è che si permanga nello stallo anche alla luce del fatto che gli amministratori non si sono fatti più vedere da quelle parti».