«La mafia nigeriana è fuori controllo ed è profondamente radicata in Italia». Alessandro Meluzzi, nel corso della presentazione al Salone del Libro di Torino del volume da lui scritto sul fenomeno insieme alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, “Mafia Nigeriana – origini, rituali, crimini” (edito da Oglio) non usa mezzi termini e chiama in causa il buonismo di Papa Bergoglio verso i migranti.

«La mafia nigeriana è molto potente ha una diffusione planetaria, gestisce il monopolio dello spaccio al minuto, delle droghe pesanti a partire dalla micidiale eroina gialla».

«Sta assumendo – continua Meluzzi – un controllo militare del territorio, anche attraverso attività snobbate da altre mafie come lo sfruttamento della prostituzione del mercato di organi-. Si è anche imposta come a Castelvolturno nel traffico dei rifiuti e nello sfruttamento del lavoro nero agricolo».

Per Meluzzi si tratta di «una minaccia vera non solo per la convivenza civile e per l’ordine pubblico ma anche per la sicurezza nazionale perché quando si importano 100 mila persone in due anni,  completamente fuori controllo, anonime e in grado di gestire business molto lucrosi,  ci troviamo di fronte a una minaccia. assolutamente superiore alle capacità delle forze dell’ordine di controllarla».

L’analisi  si conclude con un duro attacco sulle responsabilità politiche dietro a questa emergenza che risulta alquanto in sordina sui media: «C’è il political correct, trattandosi di africani connessi alle migrazioni illegali, perché c è il il buonismo  dominante e Bergoglio. Si  può vomitare sui calabresi per la ‘ndrangheta, e giustamente per quelli devianti,  ma non si può parlare male degli africani».

Alla presentazione del libro a fianco di Meluzzi il candidato in Regione Piemonte per Fratelli d’Italia Maurizio Marrone. A sorpresa il filosofo Diego Fusaro è passato per un saluto.