«Meglio fare gaffe che intascare mazzette», dice il Ministro Toninelli.

In questa battuta, che mi ha molto colpito, contenuta nell’intervista rilasciata oggi sul quotidiano torinese “La Stampa” (pag.3) dal Ministro M5S Danilo Toninelli si riassume il prodotto di anni e anni di “berlusconismo” prima e di “grillismo” poi nel nostro Paese.
La distruzione dell’equazione che nell’immaginario collettivo per decenni ha retto l’Italia (politici=i migliori, o almeno la sottoequazione politici=tra i migliori) l’ha iniziata Berlusconi cambiando le leggi elettorali e mandando le veline alla Camera a fare le leggi. Erano, a loro modo, un simbolo del disprezzo per la Politica e le Istituzioni.

Certo i partiti della Prima Repubblica hanno fatto il loro per farsi travolgere e creare occasioni e spazi per farsi travolgere, ma molto spesso come accade in questi casi sono stati buttati insieme all’acqua sporca anche i bambini.

Il lavoro alacre e costante di demolizione populista lo ha poi continuato Grillo, che ha fondato un movimento politico sul “vaffanculo”, si, proprio così, sul “vaffanculo”. A tutti, a prescindere. Rendendo “sistema” il concetto che, mentre non c’è settore della nostra vita in cui questo valga, in politica invece uno vale l’altro. Se dobbiamo scegliere il medico o l’idraulico o il ristorante non lo applichiamo. In politica, secondo i grillini, si.

E questo è avvenuto in un colpevole silenzio o quanto meno in una debole reazione del centrosinistra italiano. E sono molti i casi in cui ci si è acconciati, invece che rilanciare e combattere queste derive. Basti pensare a molte scelte nella composizione delle liste bloccate per le elezioni politiche che rispondevano a logiche di fedeltà al capataz di turno invece che alle caratteristiche di professionalità che sarebbero state necessarie.

Su questo substrato che parte da lontano si è arrivati a uno come Toninelli che diventa Ministro delle Infrastrutture della Repubblica Italiana.

E ormai è normale che di fronte ad una battuta come: «Meglio fare gaffe che intascare mazzette» molti pensino, anche in buona fede, beh, in fondo ha ragione…

Ha ragione? Ha ragione un corno.

Il “non intascare mazzette” è una caratteristica di decine di milioni di italiani che onestamente fanno il loro lavoro tutti i giorni e che l’Italia la mandano avanti, non una qualità per fare il Ministro della Repubblica.
Per fare il Ministro invece bisogna non essere coglioni. Anzi, magari esserne capaci. Che è diverso.

Penso che intorno al tema della “competenza in politica” ci siano praterie per ricostruire una rinnovata identità del centrosinistra nel nostro Paese.
È un terreno politico che è stato lasciato vuoto per troppo tempo e che va riempito.
Richiede generosità, fatica e voglia di lavorare, ma è indispensabile per ricostruire una proposta alternativa a questa deriva.

E il primo che deve farlo è il nuovo PD.