L’aggettivo “ignorante” non è una parola offensiva. Il verbo da cui deriva è “ignorare” e significa “non conoscere”.
In molti casi però questo aggettivo può diventare secondo il tono che si usa con il proprio interlocutore “ingiurioso”. Se invece pacatamente gli si dice “guarda che tu sei ignorante dell’argomento su cui stai dissertando, quindi devi informarti meglio, conoscere, studiare, approfondendo il tema in oggetto, partendo sempre dalla realtà”.

Non erano trascorse ancora 24 ore dal caso Azzolini (il senatore di centro destra salvato dall’arresto grazie ai voti dei Pd) ed ecco il nuovo quotidiano numero pirotecnico messo in scena dal partito guidato da Matteo Renzi: il governo, sempre al Senato, è stato messo sotto sul voto di un emendamento alla legge sulla riforma della Rai presentato dalle opposizioni più la minoranza Pd. È stata bocciata la delega al governo per disciplinare il futuro canone della Rai. Difatti si è stoppato, sia pure momentaneamente il piano di Renzi che vorrebbe avocare a sé, con la prospettata riforma, anche la nomina dei vertici aziendali (presidente e direttore generale) i quali a loro volta dovrebbero avere i poteri di nomina dei direttori di rete e dei telegiornali.

Inutile richiamare qui tutto il rosario delle scintille che sono riesplose all’interno del partito coinvolgendo anche il presidente Orfini che ha definito sbagliata la decisione della minoranza perchè conduce una battaglia politica su terreno improprio. Così non si lavora per rafforzare un partito ma per smontarlo”.
Gli ha replicato Miguel Gotor (bersaniano doc) criticandolo: “per essere venuto meno al suo ruolo di terzietà che dovrebbe caratterizzare la sua responsabilità di presidente. Noi – ha precisato Gotor – siamo impegnati a preservare il Pd contro ogni trasformismo e doppia morale. Piuttosto chi sta smontando davvero il Pd?

A questo punto viene spontanea la domanda: “Quanto durerà ancora questa situazione? Matteo Renzi come può continuare a ignorare la realtà in cui è chiamato ad operare non soltanto nel suo partito ma nel Paese?”
Il filosofo inglese Francis Bacon nel Seicento scriveva “conoscere la realtà per operare”. Questo motto fu ripreso in più occasioni dal giovane economista liberale Luigi Einuadi.
Antonio Gramsci lo aggiornò negli anni Venti del secolo scorso in questo modo: “Conoscere la realtà per trasformarla”.
Chi come Renzi a parole si è fatto paladino del cambiamento non solo dell’Italia, dell’Europa, ma anche del mondo intero non può essere qualificato come un ignorante “naturalmente nel senso benevolo di non conoscere”.