Realtà virtuale, ipnosi, religione e cosmologia, sono questi i punti salenti che riguardano le opere dell’artista americano Matt Mullican che sono esposte nella mostra denominata Matt Mullican, “The Feeling of Things”, e che rappresenta uno degli eventi clou del 2018.

L’arte secondo Matt Mullican 

La mostra si svolge nella Pirelli HangarBicocca, ubicata a Milano dal 12 aprile e si concluderà il 16 settembre. In un certo senso, Matt Mullican è un artista inafferrabile.

Il suo lavoro è così sfaccettato che sembra impossibile interpretarlo in un solo colpo d’occhio per cui coloro che si avvicinano alla sua arte devono costantemente spostare il loro punto di vista poiché il pensiero dell’artista è veloce e passa senza problemi.

Infatti, si notano connessioni sorprendenti, che vanno dalla religione all’interfaccia digitale, dai simboli all’introspezione psichica, dalla realtà virtuale all’ipnosi. La mostra “The Feelings of Things”, e la sua ultima in ordine di tempo e luogo migliore non poteva che essere L’Hangar Bicocca di Pirelli a Milano.

I saloni della mostra 

L’Hangar Bicocca, conosciuto anche come Pirelli HangarBicocca, è un complesso museale che ospita svariate mostre di modernariato e di arte contemporanea ed è ubicato nell’omonimo quartiere milanese.

La struttura in origine era una costola della catena di produzione del brand Pirelli e nell’anno 2004 in concomitanza con la dismissione i suoi 1500 metri quadri sono stati finemente ristrutturati e resi idonei per le suddette di mostre espositive.

La struttura oggi è uno dei tanti fiori all’occhiello dell’antico brand milanese di pneumatici che negli ultimi anni è ritornato ad essere tra i primi al mondo grazie alle capacità imprenditoriali dei suoi uomini di spicco tra cui il CEO Marco Tronchetti Provera, vero paladino della nuova era Pirelli.

La mostra itinerante di Mullican

Il percorso della mostra si snoda in molte sale a dimostrazione dell’abbondanza di opere che il 67enne artista di Santa Monica ha presentato. Nei 1500 metri quadri dell’Hangar Bicocca ci sono, infatti, sculture, grandi strutture, svariati opere su della comune carta, ma anche manufatti in vetro, pietra e diversi tipi di metalli.

La molteplicità delle opere dell’artista ha dunque costretto gli organizzatori ad allestimenti straordinari visto che ci sono anche manifesti, neon, fotografie, dei dipinti realizzati con la cosiddetta tecnica del frottage, ovvero una creazione molto simile ai bassorilievi che rende di tipo tridimensionale gli oggetti utilizzati.

Inoltre vale la pena sottolineare che nelle sale della mostra, Mullican espone anche i suoi “Signs” ovvero simboli e figure ricavati dai film e dal mondo dei fumetti, e alcuni sono davvero bizzarri come ad esempio la segnaletica tipica degli aeroporti, oppure illustrazioni scientifiche, o ancora iconografie di popoli di svariate tradizioni come i mandala hindu, e i simboli degli indiani hopi.

Le opere di Matt Mullican in retrospettiva 

Per i visitatori l’itinerario inizia con l’esposizione di quattro stendardi sospesi che sono tra i più grandi che l’artista californiano abbia mai realizzato e ciò per espresso desiderio degli organizzatori del Le Magasin di Grenoble nell’anno 1990.

Incamminandosi si possono poi scorgere altri otto stendardi di colore rosso che furono presentati da Mullican sulla facciata del Museo di arte contemporanea di Los Angeles – nel 1986.

Inoltre se ne può visualizzare anche un altro giallo che fa parte di una serie di dieci esemplari appositamente creati per le maestose vetrate della Neue National Galerie di Berlino nell’anno 2006 e che rappresentavano i simboli della cosmologia dei cosiddetti (dall’artista) “cinque mondi”.

Dopo aver superato la navata principale dell’Hangar Bicocca, il visitatore incontra un ampio semicerchio rosso, in cui sono state esposte delle opere che tendono ad analizzare a fondo la psiche dell’artista.

Il lavoro, è stato realizzato su delle lenzuola che formano una sorta di labirinto e su cui sono fissati dei disegni che nello specifico mostrano testi, numeri, diagrammi e svariate immagini che in sintesi svelano molti dei tipici aspetti che caratterizzano la personalità di Mullican.

Il percorso itinerante della mostra dell’artista californiano prosegue con un’area dedicata il cui tema riguarda la comunicazione e il linguaggio, ed in questo caso l’artista ha preferito usare il nero come tonalità predominate.

Infatti, ci sono degli ampi tavoli con esposti più di centoventi bulletinboard, che rappresenta il sistema espositivo maggiormente preferito da Mullican. Nello specifico si tratta di semplici e pianeggianti pezzi di legno.

Man mano che si percorrono le sale espositive dell’Hangar Bicocca Pirelli si incontrano altre opere dell’artista tra cui quelle su carta che comprendono disegni, fotografie, stampe e tanto altro.

Tra queste spicca vale la pena citare il collage che riguarda alcuni fumetti, come ad esempio Details from a Fictional Reality (1973) e Details from an Imaginary Universe (1973).

In questo spazio espositivo anch’esso di colore nero e quindi ancora una volta per ribadire che si tratta della tonalità preferita dell’artista, ci sono dei libri affiancati da disegni, immagini fotografiche e schizzi su carta semplice fortemente voluti dallo stesso Matt Mullican.