Dopo l’attacco di Maurizio Marrone e la dura replica di Terra del Fuoco sulla vicende legata alle accuse di sfruttamento dei profughi da parte delle “cooperative rosse”, ancora le acque non accennano a calmarsi e la “guerra dei dossier” va avanti. Proprio il capogruppo di Fratelli d’Italia ha risposto al controdossier dei terrafuochisti, dai quali è stato minacciato di querela, con un messaggio preciso: «vedremo in tribunale chi ha ragione». 

«A smentire Terra del Fuoco bastano le contestazioni formali degli uffici comunali sul l’inadeguatezza degli immobili al limite della civiltà -ha detto Marrone- tutti dettagli ripresi pedissequamente dai rapporti dell’Ufficio stranieri delegato a monitorare lo Sprar torinese e che Terra del Fuoco non contesta agli assistenti sociali». L’esponente di Fratelli d’Italia, ex Fuan, non ha paura delle azioni legali ventilate nei suoi confronti: «Se davvero pensano che io menta o che addirittura mentano le contestazioni del Comune mantengano la promessa di querelarmi e vedremo in Tribunale chi ha ragione. In ogni caso sarà comunque la Magistratura a fare chiarezza partendo dal mio esposto. Anzi rigiro la domanda: se le altre associazioni e cooperative riescono a pagare i loro dipendenti ed effettuare il servizio di accoglienza con i medesimi fondi di TdF loro cosa ne fanno dei soldi “risparmiati”?».

La sensazione è quella di essere alle battute iniziali di una vicenda spinosissima, dove da una parte c’è chi viene accusato di guadagnare denaro sulla pelle dei profughi, e dall’altra chi invece viene accusato di strumentalizzare gli immigrati a scopi elettorali. Probabilmente spetterà alla procura o al tribunale vedere chi ha ragione.