La soddisfazione per essere stato riconfermato a Palazzo Madama non lenisce il dispiacere per una sconfitta nazionale netta e pesante e la preoccupazione per un futuro così incerto per il nostro Paese.

Mauro Maria Marino, del Partito Democratico rieletto in qualità di capolista in Senato nel collegio plurinominale Piemonte , lascia da parte per un attimo la stanchezza per una lunga e faticosa campagna elettorale che lo ha visto percorrere in lungo e in largo la provincia torinese e cerca di comprendere la portata di questo voto: «Vincono l’affermazione dell’illusione e il voto contro. Non siamo riusciti a farci capire e hanno prevalso le false promesse sulle proposte concrete. Gran parte delle cose contenute nei programmi di chi ha vinto non si potranno realizzare ma il mix tra populismo e il voto di protesta contro chi ha governato e contro le cose fatte, proprio nel momento in cui stavamo riagganciando la ripresa, rischia di far riprecipitare il Paese in una crisi complessa».

Questo è il momento dell’umiltà e dell’accettazione del messaggio che arriva dagli elettori: «La gente è molto arrabbiata e su questo dobbiamo interrogarci – afferma l’esponente dem – perché è fondamentale interpretare la sofferenza delle persone e le loro reazioni, perché è sempre la gente che ha ragione e noi non possiamo non assumerci le nostre responsabilità».

Una magra soddisfazione, ma il punto da cui secondo Mauro Marino bisogna ripartire, è il risultato di Torino città. «Colpisce in controtendenza Torino. Là dove i 5 Stelle non sono così conosciuti è prevalso il populismo, là dove invece stanno governando con effetti non brillanti è prevalso un giudizio di tipo diverso». E si ripropone di non interrompere il lavoro di ascolto e di confronto fatto in questa campagna elettorale, ad iniziare dalle periferie: «In via Campobasso mi hanno detto che ero il primo esponente del Pd che vedevano dopo molto tempo, dobbiamo insieme interrogarci su cosa e dove abbiamo sbagliato e cogliere il risultato di Torino come uno spunto positivo per ripartire per il futuro».