Marina Pollicino, l’ultima ad entrare in Sala Rossa, in sostituzione di Alberto Unia diventato assessore all’Ambiente, è la prima esponente della maggioranza, dopo le tensioni con la sindaca emerse lunedì in Sala Rossa, a lasciare i Cinque Stelle.

Infatti, in una lettera inviata al Presidente del Consiglio comunale Pollicino annuncia “la mia uscita dal gruppo politico del Movimento 5 Stelle e conseguente passaggio al gruppo misto in Consiglio comunale. Purtroppo, ritengo che gli ultimi sviluppi della storia del nostro Movimento, sia a livello comunale sia nazionale, stiano prendendo una direzione nella quale, con mio grande rincrescimento, non mi riconosco più“.

Pollicino parla del suo disagio dopo aver ascoltato i discorsi di Di Maio e Appendino: “Quel disagio e quella sofferenza che si provano quando la dignità della persona, prima che del consigliere comunale, viene mortificata in nome dell’affermazione prevaricatrice di una propria linea politica”.

La consigliera comunale ripercorre anche il suo operato in maggioranza precisando che: “Mai come in questi due anni di esperienza in Sala Rossa le dita della mia mano hanno ricevuto un’attenzione esagerata e non certamente a causa della vitiligine che ha incanutito le mie dita: ditino sul tasto, pigia-bottoni, dita pronte a schiacciare i tasti. Spesso queste espressioni sono state accompagnate da spiacevoli commenti che non avrei esitato a considerare vere e proprie offese alla nostra dignità, se la mia coscienza non le avesse derubricate al fastidio delle minoranze di riconoscere in noi una convinta condivisione e netto sostegno a decisioni politiche a volte indigeste, ma necessarie nell’interesse preminente della Città.Per tal motivo, da quando mi sono insediata, il mio indice ha sempre seguito le indicazioni della maggioranza, con senso di responsabilità e spirito di condivisione.
Certo non sono mancati momenti di distanza, come è fisiologico e, aggiungo anche, necessario che sia, in un contesto in cui le decisioni vengono prese da teste pensanti e non da droni teleguidati. Ricordo il caso delle Olimpiadi, in cui la posizione della maggioranza di Torino, nel cercare di allontanare l’amaro calice di un ulteriore debito dal bilancio della Città, si è affermata con ragionevolezza su certe manovre discutibili, le cui conseguenze economiche, in un periodo di rendiconti problematici, avrebbero rischiato ancora una volta di ripercuotersi sulla collettività. Pur tuttavia, con una contraddizione ancor più evidente, il governo nazionale a trazione 5 Stelle ha offerto al CIO le garanzie che altri Paesi ben più accorti ai loro bilanci, si erano rifiutate di fornire, assestando un duro colpo alla coerenza su una delle posizioni storiche del Movimento”.

Insomma la Pollicino accuserebbe una mancanza di coerenza rispetto agli ideali del Movimento: “Le 5 Stelle del nostro simbolo – si legge ancora nella lettera – rappresentano un cambio di passo impresso nel nostro DNA, quel cambio di visione del mondo e dello stile di vita che anche i ragazzi di Friday For Future additano alla cittadinanza mondiale quale unica via da percorrere per evitare un disastro di proporzioni incalcolabili. Per questo azioni coerenti al nostro programma, come i tentativi di tutelare lo spazio verde di un parco pubblico aulico, chiedendo che una manifestazione fortemente impattante dal punto di vista ambientale e paesaggistico trovasse un’allocazione più idonea e che, nelle more, venisse riconosciuto un congruo indennizzo e tempi limitati di fruizione, andavano rivendicati con orgoglio e determinazione. Ma anche attentamente illustrati alla cittadinanza, una parte della quale, a causa di una certa narrazione pluridecennale, fa fatica a immaginare prospettive ecosostenibili degli eventi cittadini. Provare a trovare un’alternativa forte e altrettanto appetibile sarebbe stata la nostra sfida, il campo su cui battere opposizioni e critiche”.

In particolare in riferimento alla sindaca la consigliera l’accusa di volere “smarcarsi da una serie di impostazioni in linea sia con il programma di governo della città, sia con quel programma con cui il Movimento nel 2016 si era presentato alle elezioni a Torino con un simbolo ben preciso che riassumeva la consapevolezza e l’orgoglio di chi ci aveva messo la faccia, compresa la stessa Sindaca.
Per questo ha preferito usare come alibi una vicenda marginale, per scaricare sui consiglieri, specie alcuni di loro, una responsabilità personale, nel tentativo maldestro di nascondere giravolte e cambiamenti di rotta passati e futuri”.
E ancora Pollicno afferma che le parole pronunciate lunedì da Appendino sono “pesanti come un macigno sulla testa dei consiglieri che hanno il dovere di “indirizzo e controllo”. Le esternazioni della Sindaca hanno reso palese alla cittadinanza intera un nuovo corso politico coercitivo, in cui limitare e piegare ventitré consiglieri a una mortificante sequenza di votazioni aprioristicamente determinate e in cui l’accettazione coatta della volontà della prima cittadina diventa la sola condizione di partecipazione politica. INACCETTABILE”.
Sono espressioni di una tale gravità, offensive e umilianti, – prosegue Pollicino – sia per chi le riceve sia per chi le pronuncia, che mi sorprende che la Sindaca abbia anche solo potuto lontanamente immaginare che pronunciandole in un una sede istituzionale ciò avrebbe favorito una ricompattazione dei consiglieri della sua maggioranza”.

Pollicino conclude dunque con un addio: “Con il cuore affranto per condizioni per me improponibili, lascio il Movimento. Rivolgo un pensiero affettuoso a tutti i miei colleghi pentastellati senza distinzione, di cui riconosco, pur talvolta nella divergenza serrata di opinioni, impegno, schiettezza e tanta buona volontà nel portare avanti il gravoso compito dell’amministratore. In un momento per me così doloroso, apprendo con piacere che i voti dei parlamentari europei del Movimento sono stati determinanti nell’elezione della prima donna Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, scelta che ritengo giusta.
Con lo stesso spirito critico e vigile, mi propongo comunque di sostenere dalla mia nuova collocazione i provvedimenti che riterrò in linea con l’impegno assunto verso i cittadini, ma senza il collare elettronico preventivo di recinti imposti dall’alto”.